Di Luca Franceschi
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La deputata Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle ha espresso dure critiche nei confronti del Piano Casa presentato dal Governo Meloni, definendolo l’ennesimo spot elettorale di fine legislatura. Secondo la parlamentare pentastellata, il provvedimento si aggiunge a una serie di piani già presentati dall’esecutivo, ma si caratterizza per la mancanza di urgenza e per essere stato blindato con la fiducia per evitare il dibattito parlamentare, nonostante sia arrivato in Aula dopo tre anni di immobilismo legislativo.
Di Girolamo ha smontato punto per punto quella che definisce un’operazione di facciata dal punto di vista finanziario. I 970 milioni di euro annunciati per la ristrutturazione degli alloggi pubblici non rappresenterebbero risorse fresche, ma un fondo già esistente semplicemente ridenominato. Facendo i conti, la deputata ha evidenziato come si tratterebbe di appena 16 mila euro per ciascuno dei 60 mila alloggi annunciati dal vicepremier Salvini, una cifra considerata del tutto insufficiente di fronte alle 650 mila famiglie che si trovano in lista d’attesa per un’abitazione popolare.
Anche i 10 miliardi di euro promessi per l’housing sociale sono stati contestati dalla parlamentare del M5S, che li ha definiti una cambiale senza copertura finanziaria scaricata sui futuri governi. Questi fondi verrebbero gestiti attraverso complessi meccanismi che coinvolgono fondi privati, mentre l’edilizia integrata finirebbe per cedere il patrimonio pubblico nelle mani degli speculatori, trasformando quello che dovrebbe essere un diritto sociale in un semplice asset finanziario.
Il contrasto più evidente, secondo Di Girolamo, riguarda le priorità del Governo. Mentre alle 30 mila famiglie sotto sfratto viene destinato un contributo irrisorio di 5,50 euro al mese, si procede all’istituzione di un super-commissario straordinario dotato di poteri straordinari in deroga alle normali leggi e con uno stipendio mensile di 34 mila euro, che nel corso dei 18 mesi previsti per il suo incarico raggiungerà la cifra complessiva di 493 mila euro. L’intera struttura commissariale avrà un costo superiore ai 3 milioni di euro nell’arco di un anno e mezzo.
La conclusione della deputata del Movimento 5 Stelle è stata particolarmente pungente: quando si tratta di fornire risposte concrete ai cittadini in difficoltà, il Governo dimostra una lentezza esasperante, ma quando deve sistemare posizioni di potere per i propri amici, la velocità diventa improvvisamente impressionante.
