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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: NIGHTLINER AL VENERDÌ 2, GALLERIA AL PILLHOF, PROBLEMA CASA»

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13.17 - mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Questa mattina in aula a Bolzano è proseguito l’esame della mozione n. 375/26 “Nightliner: progetto pilota”, presentata il 19 gennaio 2026 da Madeleine Rohrer con Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler del Gruppo verde.

La proposta chiedeva di estendere in via sperimentale il servizio Nightliner anche al venerdì sera e notte, sulle linee più frequentate, come già avviene il sabato.

L’assessore Daniel Alfreider ha sottolineato l’importanza del Nightliner, nato come progetto per i giovani ai tempi dell’assessore Widmann, e ha ricordato la criticità dell’ultimo miglio inizialmente coperta con il servizio auto con conducente poi abbandonato.

Ha segnalato che il servizio è stato dotato di assistenza alla sicurezza per supportare gli autisti, con conseguente aumento dei costi, e che con l’ultimo bando l’offerta è stata ampliata del 20%.

L’obiettivo è rendere il servizio più flessibile e ampliarlo in collaborazione con gli organizzatori di eventi, evitando un semplice raddoppio che non terrebbe conto di problemi come la scarsità di personale tra i concessionari.

È necessario finanziare i servizi in modo sostenibile per le prossime generazioni e valutare nuove modalità come il servizio a chiamata, mentre per l’ultimo miglio si stanno cercando soluzioni anche con servizi con conducente.

Rohrer ha ribadito l’esigenza di garantire pari opportunità a tutti, ricordando che non tutti i giovani possono permettersi un’auto o un taxi, e che il TPL funziona ma può migliorare, poiché al sabato sera ci si muove in maggiore sicurezza rispetto al venerdì.

La mozione è stata respinta con 15 sì e 16 no.

Jürgen Wirth Anderlan ha presentato la mozione n. 397/26 “Implementare la soluzione in galleria al Pillhof”, cofirmata dalla Süd-Tiroler Freiheit, per impegnare la Giunta a riprendere la delibera 282 del 14 marzo 2017 per la realizzazione del tunnel allo snodo del Pillhof ad Appiano e a proseguire senza sosta nella progettazione.

Ha ricordato che nel 2025 è stato proposto un nuovo piano che, rispetto alla soluzione in galleria discussa già nel 2012, prevede il semplice rifacimento dell’incrocio esistente, con l’interruzione della corsia preferenziale all’altezza della strettoia e l’introduzione di un semaforo con priorità agli autobus.

Secondo il proponente, questi interventi affrontano solo in parte i problemi: la strettoia e l’eccesso di traffico restano, e i semafori rischiano di aumentare gli ingorghi, specie nelle ore di punta, oltre a creare disagi in fase di cantiere.

Zeno Oberkofler ha chiesto se una corsia preferenziale continua per gli autobus sia praticabile anche senza galleria e, in presenza della strettoia, come si intenda gestire la situazione, domandando inoltre le tempistiche della promessa soluzione in galleria approvata dal Comune e le misure per ridurre traffico e inquinamento, incluso un collegamento su rotaia verso Appiano.

Hannes Rabensteiner ha richiamato gli ingorghi quotidiani e i frequenti incidenti nella zona del Pillhof, giudicando la galleria la soluzione più idonea e ritenendo non valida la motivazione della mancanza di fondi.

L’assessore Daniel Alfreider ha spiegato di aver coinvolto i Comuni e promosso Info-days, evidenziando che la criticità riguarda l’intera tratta, una delle più trafficate con oltre 20.000 veicoli al giorno, e che solo il 25% del percorso verso Appiano e Caldaro dispone oggi di corsia preferenziale, nonostante l’uso elevato del TPL.

Su tutta la tratta si punta a realizzare una corsia preferenziale continua per il trasporto pubblico; nel bando è prevista la terza corsia della MeBo al Pillhof e lo snodo è pianificato in modo da consentire un futuro collegamento con il tunnel.

Poiché la mozione interessa solo un breve tratto, mentre sono già programmati ampliamenti delle corsie preferenziali, interventi sugli snodi e un sottopassaggio collegabile a un eventuale tunnel, la proposta non è stata ritenuta accoglibile; le risorse non mancano, con 60 milioni stanziati e ulteriori 20 milioni del FSE per accelerare gli interventi nell’Oltradige.

Wirth Anderlan ha chiesto come si pensa di realizzare una galleria in un secondo momento e chiarimenti su come evitare gli ingorghi a fronte dei grandi flussi, osservando che non tutti i sindaci sono d’accordo con l’impostazione attuale.

La mozione è stata respinta con 15 sì e 17 no.

Paul Köllensperger ha illustrato la mozione n. 426/26 “Problema casa: tanti piccoli passi per un grande risultato”, firmata con Alex Ploner, Franz Ploner e Maria Elisabeth Rieder, che chiedeva alla Giunta di facilitare la riconversione delle cubature esistenti, introdurre regole semplici per alloggi transitori, densificare i quartieri di edilizia agevolata, far riprendere all’IPES la locazione di abitazioni da riaffittare e valutare un’agenzia provinciale per i terreni edificabili.

Il proponente ha richiamato uno studio del Comune di Bolzano che stima un fabbisogno fra 4.500 e 7.000 abitazioni entro il 2030 e ha denunciato l’insostenibilità del rapporto tra costi della casa e stipendi, sottolineando la necessità di alloggi transitori e affitti accessibili per non perdere i giovani e per evitare ricadute fiscali.

Andreas Leiter Reber ha osservato che sulla densità edilizia la competenza è comunale e che i Comuni, avendo margini di manovra, devono informarsi, applicare le leggi, aumentare la densità e inasprire la clausola di residenza, mentre la Provincia dovrebbe esercitare maggiore pressione.

Sven Knoll ha sostenuto alcuni punti, indicando potenziali da sfruttare come abbaini e negozi sfitti, ma ha contestato la necessità di 20.000 alloggi e rilevato che a Bolzano l’aumento dell’offerta non ha ridotto i prezzi, favorendo invece la speculazione, oltre a criticare nuove attività che richiamano lavoratori da fuori senza alloggi disponibili.

Zeno Oberkofler ha appoggiato l’attenzione al mercato degli affitti, respingendo l’idea che basti costruire, e ha chiesto chiarimenti su un eventuale superamento dell’attuale sistema di edilizia agevolata e sulle agevolazioni, valutando positivamente il coinvolgimento dell’IPES e ricordando che degli alloggi transitori si è già discusso nella legge omnibus.

Maria Elisabeth Rieder ha segnalato che, con l’inclusione di una mansarda inutilizzata nel volume per il bonus energetico, il beneficio diventa inaccessibile, chiedendo tempi e modalità della revisione di tale norma in coerenza con l’obiettivo della riforma “abitare”.

Waltraud Deeg ha ricordato studi attuali e l’aumento, negli ultimi vent’anni, della popolazione in cerca di alloggio soprattutto per effetto dell’immigrazione legata al fabbisogno di personale, ponendo il tema di per chi si costruisce e dell’impatto degli affitti elevati sul rischio di povertà nella terza età.

Madeleine Rohrer ha chiesto come attuare la densificazione e in quali quartieri sia possibile, rilevando che alcuni strumenti sono già nelle mani dei Comuni tramite i programmi di sviluppo comunale e annunciando il sostegno del Gruppo verde alla mozione, non però alle premesse.

Il presidente Arno Kompatscher ha ribadito che l’abitare accessibile è nel programma di governo e ha giudicato parzialmente superficiale la mozione, ricordando che i Comuni stanno redigendo i Piani di sviluppo comunale finanziati dalla Provincia con 17 milioni l’anno e che non serve un’agenzia provinciale, mentre vari aspetti sono già contenuti nel decreto “Salva casa”.

Hannes Rabensteiner ha sottolineato l’esigenza di abitazioni grandi per le famiglie, spesso trascurata.

Brigitte Foppa ha evidenziato una distanza tra la comunicazione del Team K e i punti proposti e ha chiesto perché, parlando di densificazione, ci si concentri solo sulle aree di edilizia agevolata.

Jürgen Wirth Anderlan ha dichiarato che ai “tanti piccoli passi” preferirebbe un’unica misura, la remigrazione.

Bernhard Zimmerhofer ha richiamato un’iniziativa svizzera sull’immigrazione non andata a buon fine, invitando a uscire dal circolo vizioso della crescita che attira nuove persone e aumenta la domanda di alloggi, e proponendo case multigenerazionali a sostegno delle famiglie.

L’assessore Peter Brunner ha annunciato la proroga del bonus cubatura fino al 2029, ha riconosciuto la criticità del bonus energetico con una variante già inoltrata al Consiglio dei Comuni, e ha richiamato una sentenza del Consiglio di Stato del 2020 che lega i bonus al piano d’esecuzione, strumento chiave anche per l’aumento dell’altezza media.

Nel piano “Salva casa” sono previste norme più flessibili per l’uso delle mansarde; sulla riconversione delle cubature interviene la legge omnibus, mentre oggi è già possibile trasformare uffici in alloggi, pur con la resistenza a rendere convenzionata la cubatura libera; per gli alloggi transitori sono possibili soluzioni, tra cui alloggi per dipendenti nelle zone produttive, con proroga dell’attuale durata annuale, e per gli immobili abbandonati è allo studio un iter più rapido, puntando in generale a operare tramite i Comuni con piani di sviluppo e incentivi.

L’assessora Ulli Mair ha definito l’accesso alla casa la sfida principale dei prossimi anni, ha rilevato che alcuni punti riguardano specificamente Bolzano, ha ricordato che i Comuni possono già agire sulla densificazione delle aree residenziali, ha segnalato le difficoltà di accordo con i privati per interventi di innalzamento e densificazione da parte dell’IPES e ha escluso la possibilità di affidare all’IPES nuovi compiti come l’affitto di alloggi privati, assicurando al contempo il mantenimento dell’edilizia agevolata e il sostegno alla proprietà, senza dimenticare il bisogno di affitti accessibili per i giovani, e riferendo che nel Dipartimento si sta valutando l’utilità di un’agenzia in ambiti mirati.

Köllensperger ha ribadito l’esigenza di aumentare l’offerta per affrontare un problema di mercato senza nuove leggi, ha sollecitato standard minimi provinciali per accelerare i Comuni, ha proposto di rivedere i sostegni all’affitto che oggi avvantaggiano i locatori privati e ha citato le difficoltà delle coppie con mutuo in caso di separazione come ambito su cui servono tempi rapidi.

La mozione è stata messa ai voti per parti separate ed è stata respinta: premesse 5 sì, 18 no e 10 astensioni; punto 1 con 14 sì, 18 no e 1 astensione; punto 2 con 13 sì, 18 no e 2 astensioni; punto 3 con 9 sì, 21 no e 3 astensioni; punto 4 con 10 sì, 22 no e 1 astensione; punto 5 con 8 sì, 18 no e 7 astensioni.

I lavori del plenum riprendono alle 14.30.

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