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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «PRIVATIZZAZIONI, TURCO (M5S): GIORGETTI FERMI TUTTO, COSÌ DEBITO NON SCENDE E PAESE SI IMPOVERISCE»

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13.10 - mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile della politica economica e fiscale del partito, ha lanciato un duro attacco alla strategia di privatizzazioni portata avanti dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definendola inefficace e dannosa per il Paese.

Secondo Turco, la furia privatizzatrice del governo non ha prodotto i risultati sperati sul fronte del debito pubblico. I dati dimostrano che con l’esecutivo Meloni il rapporto debito/Pil è passato dal 134% registrato alla fine del 2023 alle attuali proiezioni che oscillano tra il 138 e il 139%. Questa evidenza numerica conferma che la vendita del patrimonio pubblico non rappresenta una soluzione ai problemi della finanza pubblica.

Il parlamentare pentastellato sottolinea come senza una vera crescita economica sia impossibile ridurre il debito. Per questo motivo il Movimento 5 Stelle continua a chiedere al ministro Giorgetti di bloccare immediatamente le cessioni delle quote residue che lo Stato detiene in società strategiche come Monte dei Paschi di Siena, Rai Way, BdM (ex Popolare di Bari), Poste Italiane e altre realtà pubbliche.

Sul caso Mps pesa inoltre l’inchiesta avviata dalla Procura di Milano riguardo alle modalità con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha gestito la vendita delle azioni. Un contesto che dovrebbe suggerire la massima prudenza prima di procedere con ulteriori dismissioni del capitale pubblico della banca senese.

Per quanto riguarda Rai Way, nonostante le ripetute proroghe del memorandum, non si è ancora trovata una soluzione soddisfacente per un’eventuale cessione ad altri operatori del settore. Tra i principali soggetti interessati all’acquisizione figura Ei Towers.

Particolare attenzione viene riservata al caso di BdM – Banca del Mezzogiorno, nata dal risanamento della ex Popolare di Bari. Turco definisce gravissimo l’ipotesi di cedere a gruppi bancari, anche stranieri, un istituto che è stato salvato grazie a un rilevante intervento pubblico. Nel frattempo circa 70mila ex soci hanno visto azzerarsi completamente il proprio investimento e attendono ancora un segnale concreto di giustizia e riparazione.

Anche Poste Italiane, divenuta nel frattempo azionista di controllo di Tim, continua formalmente a rientrare nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri che prevede la vendita di ulteriori quote di partecipazione pubblica.

Secondo il senatore del M5S, illudersi che i miliardi ricavati dalla vendita di partecipazioni strategiche possano incidere in modo significativo sul debito pubblico rappresenta un errore economico prima ancora che politico. Al contrario, questa corsa a fare cassa per inseguire qualche decimale di miglioramento della finanza pubblica rischia di impoverire definitivamente lo Stato.

La dismissione degli asset strategici priva il Paese di strumenti che potrebbero invece essere valorizzati per sostenere gli investimenti, rafforzare la politica industriale e rilanciare la crescita economica. È questa, conclude Turco, la strada da percorrere per rendere sostenibile il debito pubblico, non la svendita del patrimonio dello Stato.

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