Se proviamo a immaginare l’Italia nel 1926 – l’anno in cui è nato l’Istat – dovremmo immaginarla con 2500 chilometri di ferrovia, quando in Germania ce n’erano 11mila e nel Regno Unito 14mila. I collegamenti fra città erano limitati alla pianura padana e viaggiare fra Roma e Milano era un’odissea.
Nello stesso anno, quando un quarto della popolazione era ancora analfabeta, sono stati spediti due miliardi fra lettere e cartoline, mentre oggi comunichiamo essenzialmente via web e la posta cartacea è quasi tutta di tipo commerciale.
Le tecnologie hanno cambiato il nostro modo di vivere e continueranno a farlo, ma uno sguardo ai cento anni trascorsi – che per certi versi sembrano molti di più – ci può dare il senso della strada percorsa fino ad oggi. Possiamo farlo con un podcast e sotto la guida di due ricercatori esperti: Fabrizio Arosio e Andrea Amico.
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