Di Luca Franceschi
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Le destre al governo continuano a comportarsi come se il cambiamento climatico fosse un’opinione. Ma non si tratta di un tema ideologico, è uno dei sistemi più complessi che esistano e non può essere affrontato con frasi banali in cui si dice che il caldo c’è sempre stato.
Lo studio dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che nell’estate del 2025 il cambiamento climatico sia stato responsabile di quasi 4.600 morti in Italia. Eppure il governo continua a sottovalutare e normalizzare un’emergenza che riguarda la salute pubblica, la sicurezza alimentare, il lavoro, l’economia, la disponibilità di acqua e la resilienza delle nostre città.
Sono necessarie politiche serie di mitigazione e adattamento: ridurre le emissioni, accelerare la transizione energetica, rafforzare il Servizio sanitario nazionale, aumentare il verde urbano, depavimentare gli spazi impermeabili, fermare il consumo di suolo, attuare il Piano nazionale di adattamento climatico e investire nella prevenzione degli incendi, della siccità e dello stress termico.
Le risorse vanno destinate a queste priorità, non ai miliardi su un’opera inutile come il Ponte sullo Stretto o all’aumento delle spese militari.
La crisi climatica non è una questione ideologica. È ideologico negarla o continuare a rinviare le decisioni necessarie. Toccherà a noi restituire all’Italia una politica che abbia il coraggio di guardare al futuro.
Così la deputata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana, vicecapogruppo alla Camera, in una nota diffusa oggi.
