Di Luca Franceschi
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Anche oggi a mezzo stampa emergono particolari deprecabili sulle amabili chiacchiere dei manager della “Stretto di Messina Spa”. Tra chi dice spavaldo “presto potremmo vincere al Totocalcio” e chi sostiene che “se i magistrati vogliono la guerra, che guerra sia”, emerge un quadro raccapricciante.
Ormai il ministro Salvini ha perso completamente la bussola: mentre è impegnato a dare il via alla girandola di avvicendamenti in altre società pubbliche dei trasporti, si volta dall’altra parte ogni qual volta le ricostruzioni giornalistiche vanno a mettere a nudo il ciarpame che contraddistingue la società del Ponte.
La misura è colma, ed è ora che qualcuno venga in Parlamento a spiegarci due cosine su questo surreale progetto.
Ci mancano soldi per la sanità, per le opere idriche, oppure per abbassare un po’ le tasse o le bollette, ma andiamo avanti come mosche a sbattere sulla luce sempre più fioca di questa infrastruttura folle.
Sulla quale Meloni, da ormai oltre un anno, non ha più detto una parola. Dovrebbe venire lei a metterci la faccia, perché la credibilità del suo ministro dei Trasporti se ne è andata da quel dì.
È quanto dichiarato dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione ambiente alla Camera, Daniela Morfino.
