Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli interviene con forza sulla questione del riarmo europeo, rivendicando la correttezza delle posizioni sostenute dal suo partito nei mesi scorsi.
Per lungo tempo il Movimento 5 Stelle è stato accusato di essere filoputiniano, incompetente e persino contrario all’Europa. Tuttavia la posizione espressa era chiara: il programma Rearm EU non rappresentava affatto un progetto di difesa comune europea. Si trattava invece di uno strumento che permetteva ad alcuni Stati membri, in particolare alla Germania, di utilizzare i propri ampi margini fiscali per potenziare l’industria militare nazionale, ampliando così il divario con gli altri Paesi.
Secondo Patuanelli, questa interpretazione trova oggi conferme sempre più chiare. La Germania procede autonomamente, modificando la propria Costituzione e pianificando centinaia di miliardi di investimenti in ambito nazionale. Berlino prende le distanze dai principali programmi comuni europei e mira a realizzare una filiera industriale indipendente. Tutto questo avviene in un contesto politico preoccupante, con il partito neonazista AfD che risulta essere la prima forza politica del Paese. Una situazione che rende evidente come si sia molto lontani dall’idea di un esercito europeo condiviso.
L’Italia, dal canto suo, invece di lottare per una vera difesa comune finanziata con risorse europee e basata su una politica industriale condivisa, ha accettato passivamente questa impostazione. Il governo Meloni, attraverso i suoi esponenti Crosetto, Tajani e Giorgetti, ha approvato con entusiasmo un modello che favorisce esclusivamente la Germania e limita le possibilità di crescita del sistema industriale italiano. Patuanelli conclude respingendo qualsiasi giustificazione basata sull’integrazione delle filiere produttive.
