Di Luca Franceschi
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Matteo Salvini chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ma non accenna a fare un passo indietro lui stesso, il cosiddetto “terminator dei trasporti italiani”. Questo è quanto denuncia Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che critica aspramente la gestione del ministro dei Trasporti.
Sotto la gestione di Salvini, secondo Bonelli, l’Italia si è trasformata nel Paese dei treni in ritardo, dei guasti continui, dei pendolari abbandonati e dell’alta velocità diventata un’odissea quotidiana. Il ministro scarica le responsabilità sugli altri, sostituisce i vertici e ricerca capri espiatori, ma il fallimento porta chiaramente un nome e un cognome: Matteo Salvini.
Da quando ricopre l’incarico ministeriale, Salvini ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza alla guida del dicastero. Invece di concentrarsi sulla rete ferroviaria, che continua ad accumulare disservizi e registra ritardi record, persiste nell’insistere sul progetto del Ponte sullo Stretto, senza valutare alternative più efficaci e prioritarie per l’intero sistema dei trasporti nazionale. Un’opera giudicata sbagliata e opaca, finita nel mirino di inchieste, polemiche e rilievi critici della magistratura contabile.
Secondo Bonelli, Salvini pensa alle poltrone e alla propaganda, non al trasporto degli italiani. Se il ministro ritiene veramente che qualcuno debba pagare per i disservizi registrati, dovrebbe cominciare da se stesso: abbandonare il ministero e smettere di far ricadere il peso della sua incapacità su cittadini, pendolari e lavoratori.
