(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un documentario poetico e visionario che esplora l’universo umano e creativo di Dacia Maraini, una delle voci femminili più amate e autorevoli della letteratura italiana e internazionale: è “Dacia vita mia – dialoghi giapponesi”, in onda venerdì 26 giugno alle 23.05 su Rai 3.
Il documentario – prodotto da Michelangelo Film, Aura Film, Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Izumi Chiaraluce – non è un semplice racconto biografico, ma un viaggio emozionale che intreccia vita e scrittura, memoria e immaginazione.
Il film prende avvio dall’infanzia di Dacia, vissuta in Giappone e segnata dalla drammatica esperienza del campo di prigionia durante la Seconda guerra mondiale.
In quella condizione estrema di fame e privazione, la bambina scopre il valore del “noi”: la forza della solidarietà e della comunità, che diventeranno fondamento della sua vita e della sua opera.
Da quel nucleo originario, il racconto si allarga abbracciando le radici siciliane e svizzere, l’amore per la cultura e per il viaggio, l’impegno civile e politico, la scrittura come rifugio e strumento di libertà.
Il cuore del film è la voce stessa di Dacia Maraini, che guida lo spettatore con la sua capacità unica di raccontare, scavare dentro di sé e aprirsi agli altri.
Attorno a lei, le testimonianze di amici, compagni di viaggio, artisti e intellettuali che hanno incrociato il suo cammino, come Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Roberto Faenza.
A dare respiro e forza visiva al racconto sono i disegni minimali e onirici della regista Izumi Chiaraluce, che non illustrano ma evocano.
Linee delicate che si animano sullo schermo e diventano soglie poetiche: ogni volta che le parole di Dacia toccano il cuore dell’esperienza umana – la paura, l’amore, il pudore, la nostalgia – il disegno interviene come eco visiva, trasformando il ricordo in visione.
Il documentario non segue una linea cronologica, ma costruisce una tessitura di impressioni, emozioni e riflessioni, componendo un mosaico che mette in dialogo culture e generazioni, Oriente e Occidente, memoria individuale e destino collettivo.
“Dacia vita mia – dialoghi giapponesi” è un film che interroga il presente, in un tempo in cui il “noi” è fragile, ma in cui la voce di Dacia invita a ritrovarlo come risorsa vitale.
Non una celebrazione, ma una confessione, un canto, un atto di fiducia nel potere della parola e dell’arte.
Un invito a guardare il mondo con occhi aperti e cuore vigile.
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