(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Non accade spesso che una città, un grande classico e uno dei massimi registi viventi di Shakespeare si incontrino nello stesso momento. Accade quest’anno a Verona, dove la 78ª Estate Teatrale Veronese si apre con il debutto in città di Declan Donnellan, protagonista assoluto della scena internazionale. Al Teatro Romano, con I due gentiluomini di Verona, il maestro britannico firma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale italiana, inaugurando il festival con una produzione che riporta Shakespeare nel cuore del luogo che più di ogni altro ne custodisce l’immaginario.
Declan Donnellan e il Big Bang del mito e così Verona riabbraccia il suo Bardo. L’Estate Teatrale Veronese diretta per il primo anno da Fabrizio Arcuri, si inaugura sotto il segno di un evento di risonanza mondiale.
In questa straordinaria produzione, Donnellan trasforma quella che è considerata la prima e più sperimentale opera teatrale di Shakespeare in un’esplosione di vitalità, rivelando la modernità nascosta nelle sue pieghe.
Considerato il Big Bang del mito shakespeariano, il testo contiene già i germi di temi che diventeranno centrali nella produzione del Bardo: l’esilio, il balcone, la notte galeotta e la fuga di giovani amanti verso il bosco. È proprio tra queste pagine che inizia a tratteggiarsi quell’immaginario che troverà il suo culmine tragico in Romeo e Giulietta. Donnellan, maestro nel decifrare l’animo umano, scava nella psicologia di un’opera spesso sottovalutata, portando alla luce una verità profonda: per essere pienamente umani, dobbiamo saper recitare un ruolo. Il travestimento non è un semplice inganno, ma una prospettiva trasgressiva necessaria per affermare la propria identità.
In questo labirinto di passioni, l’amore si rivela come un atto radicale di attenzione verso l’altro, visto finalmente come individuo unico. Tra amicizie messe a ferro e fuoco e amanti confusi nel loro desiderio, Donnellan costruisce un rito collettivo dove l’attore è al centro di tutto, senza orpelli, nudo di fronte alla propria verità e al pubblico. Un omaggio a Verona e al genio di chi ha saputo leggere il cuore dell’uomo prima di chiunque altro. Un appuntamento imperdibile tra l’eccellenza internazionale e il cuore pulsante del mito, dove amicizia, desiderio e tradimento si intrecciano inesorabilmente sulla strada da Verona a Milano.
Il Direttore Artistico Fabrizio Arcuri raccontando l’importanza di questo debutto internazionale per il nuovo corso del festival sottolinea: “Ho scelto di inaugurare questa 78ª edizione con il genio di Declan Donnellan perché la sua visione artistica rappresenta una svolta importante: la sua postura ci allontana definitivamente dall’atteggiamento didascalico del Novecento. Se il secolo scorso ha cercato spesso di spiegare l’arte attraverso la mediazione, Donnellan ci riporta a un approccio diretto, viscerale e orizzontale con l’opera. Proprio come avveniva per lo Shakespeare delle origini — un teatro capace di parlare a chiunque grazie ai suoi molteplici livelli di significato — Donnellan restituisce all’arte la sua natura democratica. Portare Donnellan e i suoi ‘Due Gentiluomini di Verona’ al Teatro Romano significa voler stimolare un nuovo rapporto tra l’arte e il pubblico, rimettendo al centro l’emozione e lo stupore, senza filtri.”
Un dialogo molto partecipato, con la presenza di numerosi allievi e professionisti del teatro veronese vista l’eccezionalità delle presenze. Il regista Donnellan e lo scenografo Nick Ormerod, molto generosi con i presenti, hanno riportato al senso profondo del loro lavoro, raccontando come ogni messinscena sia per loro un atto di scoperta e mai una lezione precostituita: “Al centro di tutto c’è la relazione umana, non la spiegazione. Spesso mi si chiede: ‘Cosa mi insegna questo testo? Cosa mi porto a casa?’ La verità è che non ne ho idea, ed è proprio questo il punto. Le opere di Shakespeare, come quello di Caravaggio, ci appartengono visceralmente, ci catturano e, nel momento in cui ti senti parte di esse. La vera arte è una forza attrattiva che ci spinge a scoprire noi stessi nel mistero dell’altro; è l’esatto opposto di quel consumo passivo, che serve solo a spegnere il pensiero. Il teatro è una scoperta coinvolgente: l’atto di tornare a sentire e di lasciarsi catturare senza paura.”
DECLAN DONNELLAN Maestro e faro dell’innovazione teatrale mondiale, è l’interprete definitivo di Shakespeare. Fondatore di Cheek by Jowl, ha rivoluzionato la scena con una ricerca sull’attore cristallizzata nel saggio cult The Actor and the Target. I suoi spettacoli, acclamati nei maggiori festival del mondo, rinnovano il linguaggio registico spogliando i classici per restituirne la verità bruciante. Con I due gentiluomini di Verona, Donnellan esplora i labirinti del desiderio e dell’identità, reinventando il presente. Un evento di portata globale in cui il teatro, indagando l’amore e l’anima, ritrova la sua essenza più profonda e visionaria.
NICK ORMEROD Alchimista dello spazio tra scena e cinema, anima visiva di Cheek by Jowl e partner di Donnellan dal 1981, è l’architetto di un’estetica vibrante che spazia dal teatro al cinema d’autore. Dalla maestria per il grande schermo — come nel sontuoso Bel Ami dal romanzo di Maupassant con Robert Pattinson e Uma Thurman — Ormerod porta un linguaggio capace di trasfigurare ogni spazio in un ambiente evocativo. Nelle sue creazioni, acclamate nei festival mondiali, lo spazio respira con la drammaturgia. Per I due gentiluomini di Verona, firma un impianto mutevole che asseconda l’energia e le metamorfosi shakespeariane, rendendo ogni cambio di scena un battito poetico e universale.
La Critica Internazionale: una celebrazione teatrale imperdibile
“Il lavoro di Declan è magnifico. Esplora i colori dell’amore — fraterno, paterno, sessuale — e del desiderio, utilizzando un gruppo di attori così perfetti e straordinari da trasformare lo spettacolo in una vera CELEBRAZIONE. IMPERDIBILE.” – Teatro Madrid
“La coproduzione di Declan Donnellan e Nick Ormerod sta riscuotendo applausi, risate e ammirazione.” – La Nueva España
“Declan Donnellan propone un’opera teatrale pura, in cui ha generato un codice originalissimo in cui l’elevazione poetica e gli elementi prosaici più ridicoli convergono armoniosamente.” – La Razón
“I Due Gentiluomini di Verona è una delle migliori proposte teatrali da godersi oggi nella capitale. È divertente, spiritoso e molto allegro. Ed è anche fatto senza trucchi o espedienti.” – El Confidencial
“La messa in scena, molto ben coreografata, ruota attorno a un pannello fisso che svolge la stessa funzione della vela tesa da un lato all’altro sui palcoscenici dove Lope de Rueda rappresentava le sue opere.” – El País
CREDITI
DECLAN DONNELLAN
LOS DOS HIDALGOS DE VERONA | I DUE GENTILUOMINI DI VERONA
PRIMA NAZIONALE
25-26 giugno 21.30
TEATRO ROMANO
In lingua spagnola – con sovratitoli in italiano e spagnolo
di William Shakespeare
regia di Declan Donnellan
adattamento teatrale di Declan Donnellan e Nick Ormerod
con Jorge Basanta, Prince Ezeanyim, Alberto Gómez Taboada, Rebeca Matellán, Manuel Moya, Alfredo Noval, Carmen Mayordomo, Antonio Prieto, Irene Serrano
traduzione e consulenza drammaturgica di Josete Corral
scenografie e costumi di Nick Ormerod
luci di Ganecha Gil
video design di Celeste Carrasco
sound design di Sandra Vicente e Kevin Dornan
musiche di Marc Álvarez
coreografie di Amaya Galeote
produzione esecutiva di Elisa Fernández
assistente alla regia Josete Corral
produzione CNTC (Compañía Nacional de Teatro Clásico), LAZONA, Cheek by Jowl
Interpretato in lingua spagnola con sovratitoli in italiano e inglese
