La Provincia autonoma di Trento ha presentato il SIC, il Sistema Informativo Culturale Trentino, uno strumento innovativo che rappresenta una svolta nelle modalità di gestione e sviluppo delle politiche culturali locali. L’evento di lancio, intitolato “Dati per la cultura, valore per il territorio”, si è svolto nella Sala Depero del palazzo provinciale, riunendo amministratori, esperti e operatori del settore culturale.
L’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa ha illustrato la visione strategica alla base del progetto, evidenziando come i dati rappresentino una “bussola” essenziale per orientare le decisioni pubbliche in un settore in continua evoluzione. Secondo Gerosa, raccogliere e analizzare informazioni solide consente di comprendere chi accede agli spazi culturali e chi ne rimane escluso, di anticipare i cambiamenti del settore e di misurare scientificamente l’impatto del welfare culturale sul benessere della comunità.
Il SIC si configura come uno strumento complesso, che va oltre la semplice fotografia dell’offerta culturale. Si struttura infatti come un dispositivo finalizzato all’autovalutazione continua e all’ottimizzazione dei processi decisionali dell’amministrazione pubblica, permettendo di valutare l’impatto economico e sociale degli interventi culturali realizzati in Trentino. Non è dunque un mero contenitore di informazioni, bensì un generatore di valore pubblico capace di ridurre la distanza tra l’azione amministrativa e i diversi portatori di interesse del settore culturale.
Paolo Fontana, dirigente generale dell’UMST per i beni e le attività culturali, ha sottolineato come il SIC definisca la struttura portante della governance presente e futura delle politiche culturali provinciali, superando le frammentazioni del passato. A partire dal 2026, è prevista l’avvio di una raccolta dati strutturata, concentrandosi inizialmente sullo spettacolo dal vivo, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse e guidare le scelte pubbliche verso un’offerta sempre più inclusiva e accessibile.
La Fondazione Franco Demarchi riveste un ruolo centrale nel progetto, fornendo supporto operativo e mettendo a disposizione un ricercatore per la mappatura culturale del territorio. Il presidente Paolo Decarli ha ribadito l’importanza della rete e della condivisione di informazioni e buone pratiche, sottolineando come la cultura rappresenti un pilastro fondamentale del welfare e del benessere comunitario. La Fondazione accompagnerà il sistema trentino verso l’innovazione anche attraverso il suo nuovo hub culturale LOOM.
Durante la sessione dedicata al tema “Perché i dati contano: ispirazioni da chi li usa ogni giorno”, esperti come Simona Ricci dell’Associazione Abbonamento Musei e Alessandro Borchini del Piccolo Teatro di Milano hanno condiviso esperienze concrete di come l’analisi dei comportamenti del pubblico possa tradursi in un’offerta culturale più consapevole e rispondente alle esigenze dei cittadini.
L’identità visiva del SIC è stata rivelata durante l’evento attraverso un logo geometrico che richiama una bussola, simboleggiando la capacità del sistema di mappare le risorse culturali e di orientare le scelte strategiche future sulla base di evidenze empiriche rigorose. Le sessioni conclusive dell’incontro hanno previsto tavoli di confronto operativi nei quali i partecipanti hanno analizzato attivamente le pratiche correnti di raccolta e condivisione dei dati, identificando i bisogni specifici del settore e le modalità operative per l’evoluzione futura del Sistema Informativo Culturale.

