Di Luca Franceschi
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Il Tribunale amministrativo regionale del Molise ha bloccato la decisione di trasformare il presidio ospedaliero di Agnone in una struttura di comunità, una scelta che avrebbe comportato la perdita di numerosi servizi sanitari, inclusi venti posti letto di medicina generale.
La questione era già stata oggetto di attenzione nei mesi precedenti, quando erano emerse significative criticità legate alla conformazione geografica del territorio e alle difficoltà di accessibilità viaria che caratterizzano l’Alto Molise, aspetti che rendevano tale provvedimento particolarmente problematico per garantire l’assistenza sanitaria alla popolazione locale.
Marco Niccolai, responsabile del Dipartimento Aree interne della Segreteria nazionale del PD, ha commentato la decisione del Tar evidenziando come il ricorso alla giustizia amministrativa rappresenti un sintomo del fallimento della gestione regionale da parte del centrodestra. Secondo Niccolai, la necessità di ricorrere alle vie legali per tutelare il diritto alla salute dimostra come le istituzioni regionali non abbiano saputo affrontare adeguatamente la questione attraverso le sedi proprie.
Un aspetto significativo della vicenda riguarda il fatto che la mobilitazione per difendere l’Ospedale Caracciolo non si è limitata agli ambienti politici, ma ha coinvolto trasversalmente l’intera comunità locale, indipendentemente dagli orientamenti politici dei cittadini interessati.
Niccolai ha inoltre sottolineato come il PD continuerà a monitorare con attenzione gli sviluppi della situazione in collaborazione con le strutture territoriali del partito, ribadendo che la provincia di Isernia e il Molise rappresentano un chiaro esempio del mancato rispetto dei diritti di cittadinanza nelle aree interne da parte della coalizione di centrodestra.
