(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Drago Vaia, la monumentale scultura dell’artista Marco Martalar, ha nidificato a Trento, per la precisione in Largo Pigarelli. Nei giardini davanti al tribunale ha deposto un uovo speciale alto due metri, adagiato su un grande nido del diametro di oltre tre metri. Si tratta di un uovo capace di raccontare storie di resilienza, rinascita e cambiamento, di custodire memorie ed esperienze straordinarie lasciate da tante persone comuni. L’artista Martalar l’ha costruito proprio oggi dando così concretezza al progetto “EchoIn. L’eco delle storie che diventano arte”, installazione artistica partecipativa promossa dalla cooperativa Green Land in collaborazione con il Comune di Trento e con l’Azienda di promozione turistica Trento-Monte Bondone.
Perché un’installazione partecipativa? Perché si tratta di un’opera che vive grazie alle persone e perché l’uovo costruito da Martalar è una raccolta di emozioni e frammenti di vita nata da una domanda profondamente contemporanea: come possiamo lasciare un segno del nostro passaggio senza danneggiare ciò che amiamo? Negli ultimi anni monumenti, luoghi simbolici e opere d’arte sono stati sempre più spesso danneggiati dal bisogno umano di dire: “Io c’ero”. Incisioni, frammenti portati via, scritte, atti impulsivi ne sono la conseguenza. EchoIn prova a trasformare questo bisogno in qualcosa di positivo: un’opera costruita insieme.
L’uovo infatti è composto da numerose “scaglie” che custodiscono storie raccolte da EchoIn in gran parte attorno al Drago Vaia Regeneration, sull’Alpe Cimbra, in cima al Tablat. Non è un luogo scelto a caso: raggiungere il Drago significa percorrere un sentiero, affrontare una salita e conquistare una meta. Un’esperienza semplice ma simbolica, che richiama il percorso che ciascuno di noi affronta nelle proprie sfide personali. Proprio questo contesto ha favorito la condivisione di racconti autentici di cambiamento, resilienza e rinascita. Molte persone, una volta giunte davanti all’opera rinata dalle ceneri dell’incendio del 2023, hanno trovato l’ispirazione per raccontare una parte del proprio vissuto, trasformando un momento di contemplazione in un’occasione di riflessione e testimonianza. Le storie custodite all’interno di EchoIn sono quindi il risultato di un percorso fisico ed emotivo: frammenti di vita che, partendo da una montagna simbolo di rinascita, continuano oggi il loro viaggio nel cuore della città.
Ogni scaglia contiene al proprio interno un chip Nfc: attraverso il proprio smartphone è possibile leggere contenuti, pensieri e testimonianze lasciate dalle persone che hanno scelto di partecipare. Basta avvicinare il telefono alle scaglie con il servizio Nfc attivo, registrarsi, esplorare i racconti custoditi all’interno e lasciarsi ispirare da chi ha scelto di dire “io c’ero” in un modo diverso: non con un selfie, ma diventando parte dell’opera stessa. L’uovo risuona dunque al suo interno grazie all’eco di tante storie: da qui il nome del progetto EchoIn, un riecheggiare di racconti tra le valli, che enfatizza la capacità della montagna di fare eco alle nostre emozioni.
L’opera è non solo una forma di arte viva e condivisa, in continua evoluzione: è un nuovo modo di vivere l’arte e i luoghi in cui il visitatore non è più semplice spettatore, ma parte integrante dell’opera stessa. L’esperienza unisce arte contemporanea, tecnologia, memoria collettiva, partecipazione, turismo sostenibile. Ogni frammento contribuisce a costruire una narrazione comune. Un “io c’ero” che non distrugge, ma che costruisce nuova bellezza.
L’installazione rimarrà nei giardini di Largo Pigarelli fino all’inizio di settembre. Alla sua realizzazione ha collaborato anche l’ufficio Parchi e giardini del Comune, che ha predisposto l’area e ha curato i necessari adempimenti amministrativi. L’impegno dell’ufficio Parchi e giardini è quello di far sì che le aree verdi comunali siano sempre più luoghi di comunità, di progetti sociali integrati con l’ambiente, spazi dove il benessere dei cittadini entra in sintonia con il verde. L’opera d’arte in largo Pigarelli si aggiunge alle altre installazioni recenti, dalla pergola climatizzata ai giochi d’acqua.
Il progetto. Echoin è un progetto sperimentale nato sull’Alpe Cimbra. L’iniziativa è stata ideata e sviluppata da Green Land, Cooperativa di Comunità Impresa Sociale, Mwd, Apt Alpe Cimbra e con il supporto del Comune di Lavarone. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo del bando del progetto europeo iNest, Ecosistema dell’Innovazione del Nord Est, un programma che sostiene progetti innovativi ad alto impatto culturale, sociale e territoriale. Per maggiori informazioni: www.echoin.art
Marco Martalar è un artista e scultore italiano conosciuto per le sue monumentali opere realizzate principalmente in legno recuperato dagli eventi naturali che hanno colpito i territori montani del Nord Italia. Le sue creazioni nascono spesso da alberi abbattuti dalla tempesta Vaia, trasformando materiali segnati dalla distruzione in opere capaci di raccontare rinascita, memoria e rapporto tra uomo e natura. Negli ultimi anni Martalar è diventato noto a livello nazionale grazie a installazioni iconiche come il Drago Vaia sull’Alpe Cimbra Lavarone, opere che hanno saputo unire arte contemporanea, paesaggio e partecipazione collettiva.
Il suo lavoro si distingue per la capacità di creare sculture monumentali dal forte impatto emotivo, in cui il legno mantiene visibili le proprie ferite, diventando simbolo di resilienza e trasformazione. Con l’opera EchoIn, Marco Martalar esplora una nuova dimensione artistica: un’opera viva e partecipativa, costruita attraverso frammenti che custodiscono storie personali, memorie e contenuti condivisi dalle persone. L’arte non è più soltanto qualcosa da osservare, ma uno spazio da abitare e costruire insieme.
Green Land – Cooperativa di Comunità Impresa Sociale è una cooperativa di comunità attiva nello sviluppo di progetti territoriali legati a sostenibilità, innovazione sociale, cultura, comunità energetiche, valorizzazione del territorio, partecipazione collettiva. Attraverso EchoIn, Green Land promuove una nuova relazione tra persone, luoghi e arte: una relazione basata sulla cura, sulla memoria condivisa e sulla costruzione collettiva di valore.

