Di Luca Franceschi
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Dura presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle sulla gestione dei rapporti internazionali del governo Meloni. Le critiche arrivano attraverso le parole di Ketty Damante, vicepresidente del gruppo pentastellato al Senato, che non risparmia accuse alla maggioranza.
Secondo la senatrice, per anni gli italiani avrebbero ascoltato promesse su un’Italia centrale nel panorama internazionale sotto la guida di Giorgia Meloni, con la premier presentata come figura di raccordo privilegiato con gli Stati Uniti.
La realtà dei fatti, sostiene Damante, si sarebbe rivelata ben diversa. La presidente del Consiglio avrebbe invece umiliato il Paese nei vertici internazionali, arrivando a rincorrere il Presidente americano per ottenere una fotografia insieme.
Questa situazione si inserirebbe in un contesto più ampio caratterizzato da una lunga serie di concessioni all’amministrazione Trump. Si va dalle questioni legate alle armi e al gas, passando per la tassazione dei colossi tecnologici del web, fino ad arrivare a quella che viene definita una “vergogna assoluta” rappresentata dal Board of Peace.
Di fronte a quella che viene descritta come un’enorme umiliazione internazionale subita dall’Italia, Fratelli d’Italia avrebbe scelto una strategia di distrazione. Il partito della premier avrebbe infatti replicato con polemiche considerate ridicole, tirando in ballo il Movimento 5 Stelle.
La conclusione della vicepresidente del gruppo pentastellato al Senato è lapidaria: si tratterebbe di sovranisti da operetta, per i quali confrontarsi con la verità risulterebbe particolarmente doloroso.
