Di Luca Franceschi
///
Nel giorno in cui il Parlamento ha approvato in via definitiva il decreto Rimpatri, la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha scelto di riproporre la consueta narrazione ideologica dell’accoglienza senza limiti. A evidenziare questa contraddizione è il deputato di Fratelli d’Italia Cristina Almici, che sottolinea come la scelta della Presidente sia in netto contrasto con l’indirizzo politico del Governo nazionale.
L’Esecutivo Meloni ha tracciato una linea chiara in materia di immigrazione: contrasto all’immigrazione illegale, lotta ai trafficanti di esseri umani, difesa dei confini e rimpatrio di coloro che non hanno titolo per rimanere nel Paese. Un approccio fondato su un principio elementare: accoglienza per chi ne ha diritto e rispetto delle regole per tutti.
Le posizioni espresse dalla Presidente Todde confermano, secondo Almici, la distanza culturale e politica che il Movimento 5 Stelle mantiene rispetto a questo orientamento. Da una parte si promuove l’inclusione, dall’altra si preferisce evitare il confronto con il tema fondamentale della legalità e della gestione ordinata dei flussi migratori.
Almici lancia una provocazione costruttiva: se la Sardegna viene considerata un modello avanzato di integrazione, allora la Regione potrebbe offrire un contributo concreto alle politiche nazionali candidandosi a ospitare un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR). Un gesto che rappresenterebbe un segnale di responsabilità istituzionale e un’occasione concreta per dimostrare che sicurezza, accoglienza e integrazione possono coesistere.
Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, governare significa assumersi responsabilità e trasformare i principi dichiarati in scelte concrete.
