Di Luca Franceschi
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I componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Antimafia intervengono sulla recente ordinanza della Corte Costituzionale, ritenendo che le critiche mosse al senatore Scarpinato trovino piena legittimazione nelle decisioni del massimo organo costituzionale. Secondo i rappresentanti del partito di destra, il comportamento di Scarpinato evidenzia una manifesta confusione interpretativa delle norme, in particolare nella lettura dell’ordinanza costituzionale come se fosse un atto di carattere processuale.
La maggioranza della Commissione Antimafia ha mosso rilievi specifici al senatore pentastellato proprio per la sua incapacità nel comprendere i corretti presupposti procedurali per la presentazione di un ricorso che avrebbe potuto provenire esclusivamente dal Senato. Secondo FdI, non si tratta di dinamiche retrosceniche o di ricostruzioni prive di fondamento, ma di una critica legittima nei confronti di chi si presenta come profondo conoscitore del diritto pur dimostrando lacune significative su questioni fondamentali come la legittimazione processuale.
L’ordinanza costituzionale, secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, conferma la corretta gestione della presidente Colosimo sia sotto il profilo formale che procedurale. I componenti di maggioranza sottolineano inoltre come l’iniziativa di Scarpinato rappresenti un tentativo di oscurare quanto emerge dall’inchiesta di Caltanissetta riguardante i suoi dialoghi con il giudice Natoli, in vista della comparizione di quest’ultimo dinanzi alla Commissione. Tale comportamento, a loro avviso, rivela un profondo imbarazzo rispetto alle risultanze dell’archiviazione dell’inchiesta denominata Mafia Appalti.
L’ordinanza di inammissibilità della Consulta, proseguono gli esponenti di FdI, certifica inoltre l’evidente conflitto di interessi in cui si troverebbe Scarpinato quale membro della Commissione Antimafia, dal momento che i lavori commissariali riguardano anche i suoi comportamenti professionali risalenti al periodo dei fatti sottoposti a verifica. FdI ribadisce il proprio impegno nel proseguire l’attività commissariale orientata alla ricerca della verità oggettiva, diversamente da quanto farebbero altri che privilegierebbero tesi precostituite presumibilmente funzionali ad esigenze di carriera professionale e di visibilità personale.
