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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: TRASPORTO PUBBLICO, VACCINO PER IL TETANO»

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11.56 - giovedì 11 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La seduta di questa mattina del Consiglio provinciale di Bolzano è iniziata, dopo un’interruzione di 15 minuti per una riunione di maggioranza chiesta dal capogruppo SVP Roland Stauder, con la trattazione della mozione n. 424/26 “Migliorare il trasporto pubblico delle persone in provincia di Bolzano e ridurre i disagi dei pendolari”, presentata dai consiglieri Knoll, Atz, Zimmerhofer e Rabensteiner il 20/05/2026.

Nella versione emendata, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto di incaricare la Giunta provinciale di adottare undici interventi.

1) Elaborare, insieme alle società di gestione, un pacchetto di misure per migliorare puntualità e affidabilità del trasporto pubblico di persone.

2) Assicurare che ritardi, soppressioni di autobus e treni e cambi di binario siano comunicati ai passeggeri con maggiore anticipo e in modo più trasparente.

3) Semplificare gli annunci e gli avvisi alle fermate, nelle stazioni e a bordo dei treni, orientandoli alle esigenze dei passeggeri, evitando informazioni tecniche superflue e garantendo comunicazioni chiare e comprensibili in tedesco e italiano, e anche in ladino nei Comuni e bacini di utenza ladini.

4) Introdurre, con RFI, un sistema capillare di controllo e manutenzione degli ascensori nelle stazioni e garantire soluzioni immediate per le persone a mobilità ridotta in caso di guasti.

5) Modernizzare i display digitali nelle stazioni in modo da rendere visibili in anticipo e con chiarezza treno in partenza, binario, posizionamento dei singoli vagoni e presenza di ritardi o variazioni.

6) Rendere le stazioni ferroviarie più pulite, sicure e accoglienti, aumentando significativamente la frequenza delle operazioni di pulizia.

7) Proseguire la modernizzazione del materiale rotabile e investire maggiormente in treni moderni, confortevoli e affidabili.

8) Garantire il corretto funzionamento della rete Wi‑Fi a bordo dei treni e una connessione Internet stabile sulle principali tratte ferroviarie.

9) Adoperarsi, con le società ferroviarie austriache e italiane e le autorità competenti, affinché con i collegamenti diretti Innsbruck‑Bolzano‑Trento dal 2027 sia eliminato l’attuale cambio del personale di macchina e di bordo al Brennero e a San Candido, riducendo i tempi di percorrenza, semplificando le procedure e rafforzando la mobilità transfrontaliera.

10) Verificare la possibilità, seguendo l’esempio dell’abbonamento estivo a 20 euro introdotto in Trentino, di introdurre in provincia di Bolzano – o idealmente in tutto il Tirolo europeo – un analogo abbonamento stagionale o estivo a prezzi particolarmente vantaggiosi per incentivare l’uso di autobus e treni.

11) Presentare al Consiglio provinciale, entro sei mesi, un piano d’azione e un cronoprogramma concreti per il miglioramento del trasporto pubblico.

Nelle premesse, Knoll ha elencato problemi strutturali che da anni gravano su lavoratori pendolari, studenti e persone anziane, citando ritardi, soppressioni di treni, informazioni carenti, servizi sostitutivi sovraffollati e autobus che saltano fermate, con conseguenti lunghe attese, comunicazioni confuse e scarsa affidabilità.

Ha sottolineato che un trasporto pubblico efficiente è determinante per qualità della vita, sviluppo economico e tutela ambientale e che molti cittadini sarebbero disposti a usare di più autobus e treni se fossero garantite affidabilità, pulizia, infrastrutture moderne e informazioni chiare.

Ha aggiunto che gli annunci spesso trasmettono il messaggio utile solo alla fine e che le sue proposte nascono da segnalazioni dei cittadini.

Madeleine Rohrer (Gruppo Verde) ha annunciato voto favorevole del suo gruppo e ha riferito dati sulla linea Merano‑Bolzano, dove il 15% dei treni SAD e il 30% di quelli Trenitalia accumulano ritardi superiori ai 5 minuti, mentre quelli inferiori non sono registrati.

Da pendolare ha riconosciuto che non tutto può funzionare perfettamente, ma quando i mezzi non sono affidabili e la comunicazione manca è difficile organizzarsi, e spesso i mezzi sostitutivi non vengono predisposti per tempo.

Ha ricordato che in altri Paesi europei la comunicazione dei ritardi a bordo è più attuale e veloce.

L’assessore Luis Walcher, intervenendo dai banchi dei consiglieri, ha affermato che per molte famiglie utilizzare i mezzi pubblici per scuola o lavoro significa rinunciare a una seconda auto e che in Alto Adige il numero di corse nelle aree rurali è molto più frequente che altrove, con autobus ogni ora anche nelle zone più remote.

Ha evidenziato i forti investimenti nel materiale rotabile e ha sostenuto che il TPL funziona bene, rendendo difficilmente accettabili certe critiche.

Ha aggiunto che molti treni arrivano in orario, ricordando i ritardi notevoli anche dei treni a lunga percorrenza in Germania, e che l’aspetto della comunicazione può migliorare, benché spesso vengano organizzati servizi sostitutivi, non sempre facili da attivare.

Ha ricordato che l’assessore Alfreider interviene per modificare orari e riorganizzare le linee.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha portato la sua esperienza di pendolare da Caldaro a Bolzano, segnalando anche obliteratrici non funzionanti che gli hanno consentito talvolta di viaggiare gratuitamente.

Ha espresso sostegno all’operato di Alfreider, citando la videosorveglianza alla stazione di Bolzano, e ha riconosciuto l’esistenza di problemi pur ritenendo il TPL complessivamente buono.

Ha espresso soddisfazione per l’arrivo del treno dell’Oltradige e ha dichiarato il suo voto favorevole alla mozione.

Paul Köllensperger (Team K) ha osservato che molti punti della mozione non rientrano nelle competenze provinciali ma in quelle di RFI, pur annunciando il sostegno al testo.

Ha ricordato che la situazione altoatesina differisce da quella trentina, ma che l’abbonamento estivo a 20 euro potrebbe essere una soluzione per chi non possiede l’Alto Adige Pass.

Sven Knoll (STF) ha chiesto la votazione separata dei singoli punti, consapevole che alcuni interventi spettano a RFI.

Harald Stauder (SVP) ha rilevato che la parte dispositiva elenca temi collegati alla mobilità, alcuni condivisibili e altri no, parlando da pendolare tra Bolzano e Merano.

Ha affermato che tutto è migliorabile, ma il sistema sviluppato negli ultimi anni funziona bene, ed è importante che i cittadini segnalino le criticità.

Ha citato ostacoli burocratici e carenze di personale che influiscono sui servizi e ha spiegato che molte richieste sono già in attuazione, per cui non riteneva necessario votare a favore.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha considerato un progresso l’assenza, nel dibattito, di riferimenti a presunti vantaggi per stranieri e ha ricordato che le segnalazioni dei problemi, come quelle degli “Amici della ferrovia”, sono costantemente ascoltate.

Da utilizzatore del servizio pubblico ha riconosciuto la correttezza delle segnalazioni di ritardi, dovuti a cause precise, comunicate sia via smartphone sia alle fermate.

Ha osservato che tutto è migliorabile, ma che, se si menziona in Trentino l’offerta estiva a 20 euro, in Alto Adige da anni gli alunni viaggiano gratuitamente e ci sono abbonamenti annuali detraibili fiscalmente.

Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha ricordato che il sistema è dinamico e quindi soggetto a criticità, richiamando la rete capillare cittadina, i collegamenti a lunga distanza, le tratte ferroviarie e le stazioni.

Ha rievocato la richiesta di aggiungere una fermata alla stazione Casanova, analizzata ma respinta perché dipendente dalle ferrovie.

Ha insistito sull’importanza di farsi carico delle segnalazioni dei cittadini, rilevando che non è accettabile che un ascensore resti fuori servizio per mesi, e ha ribadito che, pur a un livello generale elevato, servono maggior cura e attenzione per le persone con disabilità.

L’assessore Peter Brunner ha definito soddisfacente la sua esperienza di pendolare da Bressanone a Bolzano, con un cadenzamento opportuno.

Ha annunciato un pacchetto di investimenti sul materiale rotabile, anche nell’ambito del sistema RTC, ricordando anche gli interventi a livello europeo dei parlamentari.

Ha citato il premio ricevuto dalla stazione di Bressanone quando era sindaco e ha osservato che molti settori sono soddisfacenti, mentre dove servono miglioramenti puntuali si sta lavorando, inclusi i servizi per il trasporto biciclette con il nuovo materiale rotabile.

L’assessore Daniel Alfreider ha affermato che i punti elencati sono molto importanti ma non sempre di competenza della Provincia e che si interviene tramite trattative e accordi.

Ha comunicato l’intenzione di investire nella rete ferroviaria, con 700 milioni già ottenuti, ricordando che i cantieri comportano anche ritardi.

Ha spiegato che il punto 1 è già in fase di attuazione e che sulla comunicazione non si può imporre agli esercenti come gestirla, pur essendo necessario avvisare in caso di problemi.

Ha segnalato che i dieci concessionari hanno raggiunto uno standard stabile e che a bordo gli annunci funzionano bene, mentre sulle 3.500 fermate le dotazioni tecniche sono eterogenee.

Ha chiarito che gli ascensori rientrano in parte nella competenza di RFI, verso la cui gestione c’è forte insoddisfazione, e si sta facendo pressione per interventi tempestivi.

Ha ricordato che la maggior parte dei Comuni ha una convenzione sulle stazioni ferroviarie, sono state installate videocamere per la sicurezza e, con la scadenza della convenzione tra tre anni, la Provincia intende includere nella nuova anche la gestione dei servizi igienici.

Ha ribadito che la questione del Wi‑Fi gli sta a cuore e ha annunciato il parere contrario alla mozione.

Sven Knoll ha replicato sostenendo che l’assessore sembra minimizzare le lamentele dei cittadini e ha citato la lettera di uno studente pendolare verso Innsbruck che segnala ritardi costanti e scioperi.

Ha accusato la maggioranza di non occuparsi delle reali necessità e di non argomentare a sufficienza, rilevando che in dieci anni non si è riusciti a migliorare la situazione e che il Consiglio deve intervenire.

Ha evidenziato che il punto 9 non ha ricevuto risposta, che gli annunci di cambio binario a ridosso dell’arrivo creano difficoltà, specie agli anziani, e che l’audio si affida a sistemi obsoleti, aggiungendo che non è possibile sapere dove si fermerà il vagone prenotato, cosa che dovrebbe essere garantita anche in Alto Adige.

Il presidente Kompatscher è intervenuto per fatto personale, respingendo l’accusa di “chiacchiere” e affermando che quanto indicato come già esistente in Austria è presente anche in Alto Adige.

Anna Scarafoni è tornata sul tema della stazione Casanova e degli ascensori.

La mozione è stata posta in votazione per parti separate e respinta.

Le premesse e i punti da 1 a 9 e l’11 sono stati respinti ciascuno con 18 no e 16 sì.

Il punto 10 è stato respinto con 19 no e 15 sì.

È stata quindi discussa la mozione n. 428/26 “Occorre garantire la disponibilità di un vaccino monovalente contro il tetano, un’interpretazione dei valori degli anticorpi antitetanici conforme agli standard internazionali nonché l’informazione sui vaccini prevista dalla legge e la somministrazione del vaccino antitetanico dietro prescrizione medica”, presentata dalla consigliera Renate Holzeisen (Vita) il 21/05/2026.

La proponente ha chiesto alla Giunta provinciale, tramite l’assessore alla Sanità, di garantire sei punti.

1) Disponibilità in quantità sufficiente dei vaccini monovalenti contro il tetano e divieto di somministrare vaccini combinati senza informare e senza esplicito consenso della persona interessata.

2) Conferma scritta da parte dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige della mancata disponibilità del vaccino monovalente a chi sia soggetto all’obbligo vaccinale contro il tetano e ne faccia richiesta.

3) Riconoscimento, da parte dell’Azienda Sanitaria, di un titolo anticorpale anti‑tetanico pari o superiore a 0,11 UI/ml come protezione vaccinale sufficiente.

4) Informazione espressa, a chi è tenuto a dimostrare la vaccinazione antitetanica, che l’obbligo decade se il laboratorio certifica un livello sufficiente di anticorpi IgG contro la tossina tetanica.

5) Informazione alle persone soggette all’obbligo che la determinazione del titolo anticorpale è possibile e opportuna per evitare vaccinazioni inutili e potenziali effetti collaterali.

6) Presenza, per la vaccinazione, di una prescrizione medica del vaccino specifico da somministrare, come previsto dall’art. 88 del D.Lgs. 219/2006.

Holzeisen ha ricordato che in Italia alcune categorie professionali, studenti delle scuole professionali e superiori che seguono corsi pratici, bambini e sportivi iscritti a federazioni CONI sono obbligati alla vaccinazione contro il tetano, malattia non contagiosa e non pandemica, con casi già in forte calo prima dell’introduzione dell’obbligo nel 1963 grazie al miglioramento delle condizioni igieniche.

Ha segnalato che il vaccino monovalente non è più disponibile e che molte persone obbligate solo all’antitetanica vengono vaccinate con trivalenti o altri multivalenti, motivando così le richieste e chiedendo la votazione nominale e per parti separate.

L’assessore Hubert Messner ha chiarito che l’attuale strategia antitetanica rispetta le indicazioni internazionali e che la vaccinazione si effettua ogni dieci anni.

Ha definito legittima la richiesta di utilizzo del monovalente, subordinandola però alla situazione di mercato, con disponibilità difficile ma con assicurazioni del Ministero della Salute sulla futura reperibilità, e ha precisato che i vaccini plurivalenti sono somministrati solo con consenso scritto del paziente.

Riguardo al punto 3 ha affermato che non vi è certezza di neutralizzazione, trattandosi di soglie arbitrarie, e che un riconoscimento generalizzato non è tecnicamente possibile.

Ha escluso la possibilità di una deroga generale basata sui valori anticorpali, ritenendola non scientifica, e ha aggiunto che la legge non richiede una prescrizione individuale come richiesto al punto 6.

Holzeisen ha replicato sostenendo che le posizioni dell’assessore contraddicono le direttive OMS e la letteratura scientifica, che considerano 0,1 come valore indicativo di protezione, come riportato anche dalle informazioni dei produttori, mentre in Alto Adige ciò non sarebbe riconosciuto e chi frequenta corsi sarebbe obbligato alla vaccinazione.

Ha affermato che, pur essendo la disponibilità del monovalente legata al mercato, le persone hanno il diritto di rifiutare i vaccini polivalenti, che a suo avviso hanno effetti collaterali significativi, e ha criticato il Ministero della Salute perché dovrebbe insistere per tutelare il diritto alla salute.

L’assessore Messner è intervenuto per fatto personale, respingendo l’accusa di assecondare l’industria farmaceutica e ribadendo il rispetto delle normative internazionali e nazionali.

È intervenuto anche Franz Ploner (Team K).

La mozione è stata respinta.

Le premesse sono state bocciate con 19 no e 15 sì.

Ciascun punto dispositivo è stato respinto con 19 no e 16 sì.

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