(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dal 17 giugno fino al 29 agosto è allestita nelle vetrine della Biblioteca Civica, di via Cappello 43, la mostra realizzata dalla rete Disegnare il Futuro – DiF, che opera da più di dieci anni a Verona e in provincia. La Rete nasce dall’urgenza sociale di prevenire la dispersione scolastica. Il progetto risponde a questa sfida attraverso una visione educativa che pone al centro l’alunno e il “fare pensato” come motore di apprendimento. Il cuore di Disegnare il Futuro è infatti la didattica attiva laboratoriale interdisciplinare in orario curricolare ed extracurricolare, con l’applicazione di una valutazione propedeutica al riconoscimento dei talenti e al sostegno dell’apprendimento di ciascun studente.
Il Comune di Verona ha riconosciuto il valore strategico di DiF, tanto da assumerlo come modello di “scuola aperta”, finanziando annualmente da sei anni i laboratori extracurricolari di qualità collegati a quelli curricolari delle classi DiF.
La mostra vede l’esposizione dei lavori realizzati nel corso dell’anno scolastico 2025/26 da 12 Istituti Comprensivi (IC9 Valdonega-Borgo Trento, IC10-11 Borgo Roma, IC12 Golosine, IC19 Santa Croce, IC Stadio-Borgo Milano, IC Verona Est-Madonna di Campagna, IC Sona, IC Bardolino, IC Bussolengo; IC Castelnuovo del Garda, IC San Pietro in cariano, IC Cerea), a cura delle docenti e tutor didattiche DIF, Elisabetta Zampini, Paola Attardo, Silvana Vercellone, Marta Scarpi, Monica Secchiatti, Elena Corsi.
L’inaugurazione sarà alle ore 16.30 alla presenza dell’Assessora alle Biblioteche, Elisa La Paglia. A seguire in Sala Farinati il seminario “La pedagogia della risonanza” con il Prof. Pier Cesare Rivoltella. Infine un piccolo rinfresco nel chiostro della Biblioteca.
L’ingresso è gratuito, ma serve la prenotazione.
Disegnare il Futuro è in linea con i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Tale approccio mira a garantire l’inclusione sociale in una una dimensione di incontro e di relazione in cui più persone si confrontano in una logica aperta e collaborativa. Il fine è il bene comune, una dimensione collettiva indispensabile per costruire insieme un processo educativo condiviso, una sorta di unità sovrasistemica che apporta benefici a tutti i soggetti coinvolti. In particolare, il progetto si propone di potenziare le competenze per la vita, oltre a promuovere competenze trasversali tra gli studenti attraverso metodologie didattiche attive e inclusive che favoriscono l’integrazione tra il curriculum scolastico e le attività extracurricolari.
