Di Luca Franceschi
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La Commissione d’inchiesta sul Covid è stata definita completamente delegittimata dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci, che ha denunciato in Aula alla Camera le gravi irregolarità che caratterizzerebbero i lavori dell’organismo parlamentare.
Le opposizioni hanno inviato una lettera formale ai Presidenti di Camera e Senato per segnalare una serie di comportamenti considerati inaccettabili. Secondo quanto denunciato, alcuni parlamentari utilizzerebbero la propria immunità parlamentare per esercitare pressioni indebite sui privati cittadini chiamati a testimoniare.
Le sedute sarebbero caratterizzate da scene inappropriate, con urla e minacce rivolte agli auditi. Particolarmente grave sarebbe il comportamento del Presidente della Commissione, accusato di aver materialmente staccato il microfono durante le audizioni, venendo meno al suo ruolo di garanzia e terzietà.
Un episodio denunciato riguarda cinque cittadini italiani che sarebbero stati auditi in un commissariato di polizia da soggetti non autorizzati dalla legge, in quanto non parlamentari ma consulenti nominati direttamente da Fratelli d’Italia e dal Presidente Lisei. Quest’ultimo viene accusato di non aver mai abbandonato la sua appartenenza politica, comportandosi da esponente di partito anziché da garante dell’intera Commissione.
Secondo l’esponente pentastellato, i lavori della Commissione rappresenterebbero un disperato tentativo di Fratelli d’Italia di costruire un teorema accusatorio inconsistente con finalità meramente politiche, peraltro smentito dalle aule giudiziarie e dalla verità dei fatti.
È stata lanciata una provocazione ai membri della maggioranza, invitandoli a rinunciare alla propria immunità parlamentare e a presentarsi nelle aule dei tribunali per chiarire la verità, invece di utilizzare lo scudo dell’immunità in sede di Commissione.
Le dure accuse proseguono definendo la Commissione un’offesa alle istituzioni e alla Repubblica italiana, sottolineando come i parlamentari stiano offendendo i cittadini che pagano loro lo stipendio attraverso le tasse.
La motivazione politica dietro questo comportamento sarebbe la paura nei confronti di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle, con l’utilizzo della Commissione per bassi obiettivi di propaganda politica a carico degli italiani e delle loro tasche.
La richiesta formale avanzata è duplice: la rimozione del Presidente Lisei, considerato inadatto al ruolo, e la riconduzione della Commissione all’interno di un perimetro di legittimità parlamentare, nel rispetto delle norme e del decoro istituzionale.
