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PROCURA REPUBBLICA – ROMA * «PROPAGANDA NEONAZISTA E NEGAZIONE DELLA SHOAH, PERQUISITO UN 52ENNE A POMEZIA»

Scritto da
14.09 - mercoledì 10 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 10 giugno 2026 il ROS, su delega della Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento Antiterrorismo, ha dato esecuzione a Pomezia (RM) ad una perquisizione personale, locale e informatica nei confronti di un 52enne ritenuto responsabile del delitto di cui all’art. 604 bis c.p. (PROPAGANDA E ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER MOTIVI DI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE ETNICA E RELIGIOSA) con l’aggravante di aver diffuso una propaganda che si fonda in parte sulla negazione e sulla minimizzazione in modo grave della Shoah.

Le attività di indagine, avviate dal monitoraggio internet riconducibile all’area suprematista e neonazista presente su vari social media – tra cui quello X – hanno permesso di individuare l’indagato quale gestore esclusivo di alcuni profili che diffondo tali ideologie.

È stato riscontrato come il monitorato, attraverso il noto canale X, abbia:
 propagandato idee fondate sull’odio razziale, nazionale e religioso, con particolare riguardo alla comunità ebraica;
 esaltato la riproposizione di ideologie neonaziste, con chiari rimandi al Terzo Reich e alle SS;
 diffuso immagini di apologia di Adolf Hitler;
 diffuso immagini di apologia del fascismo;
 istigato a commettere atti violenti per motivi razziali, nazionali e religiosi nei confronti della comunità ebraica e degli

Stati Uniti d’America, giustificandone l’uso con frasi del tipo “distruggeremo gli EBREI e il giudaismo satanico criminale. DIO È CON NOI” – “La crociata finale contro gli EBREI sta arrivando” – “Chiunque abbia armi nucleari dovrebbe prendere in considerazione l’idea di lanciarle contro Israele e gli Stati Uniti”;

 diffuso materiale di chiaro contenuto negazionista del crimine storico della Shoah, anche mediante l’uso di frasi del tipo “L’olocausto è un’invenzione degli EBREI. L’olocausto non è mai accaduto”;
Lo stesso indagato ha utilizzato, per la sua diffusione, la piattaforma social X che consente la pubblicazione in tempo reale di contenuti visibili da un numero sempre maggiore di utenti, anche minorenni, da tutto il mondo.
Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.

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