Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha annunciato l’astensione sul provvedimento approvato oggi in Senato riguardante la detenzione domiciliare per i tossicodipendenti. La decisione è stata motivata dalla capogruppo M5S in commissione giustizia al Senato Ada Lopreiato durante il suo intervento in aula.
Nonostante una posizione iniziale di contrarietà, il testo normativo ha subito significativi miglioramenti grazie all’attività delle opposizioni e alle proposte presentate dal Movimento 5 Stelle. Le modifiche apportate hanno permesso di correggere un’impostazione che presentava criticità dal punto di vista costituzionale, evitando che funzioni proprie dello Stato venissero delegate al settore privato.
Tra i risultati ottenuti figura il coinvolgimento delle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e l’introduzione di una maggiore flessibilità nei percorsi di recupero dalle dipendenze. I pentastellati hanno inoltre ottenuto l’approvazione di una proposta volta a rafforzare i tribunali di sorveglianza attraverso il personale dell’Ufficio per il processo, ritenendo fondamentale dotare le riforme di risorse e personale adeguati per evitare che rimangano inattuate.
Tuttavia, secondo Lopreiato, questi progressi non sono sufficienti. Il provvedimento interessa infatti soltanto poche centinaia di persone e non affronta le vere emergenze del sistema carcerario italiano, quali il sovraffollamento, la carenza di personale, la gestione delle dipendenze, il problema della recidiva e il reinserimento sociale dei detenuti.
La senatrice ha sottolineato come il caso dimostri che quando il Parlamento si confronta e ascolta, le leggi migliorano. Ha però espresso rammarico per l’approccio del Governo, che secondo il Movimento 5 Stelle arriva sempre in ritardo e privilegia troppo spesso la propaganda e gli slogan rispetto a interventi strutturali concreti.
Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle ha scelto la via dell’astensione, riconoscendo i passi avanti compiuti ma riaffermando la volontà di continuare a battersi per riforme più incisive, capaci di dare piena attuazione al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
