(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Intervenendo ai microfoni di Giornale Radio nel corso della trasmissione condotta da Roberto Poletti, Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con Vannacci, ha ribadito la netta contrarietà del Centro Studi a qualsiasi ipotesi di patrimoniale e più in generale all’idea di una pressione fiscale sempre crescente sui cittadini.
Nel corso dell’intervista, Sforzini ha anzitutto illustrato la missione del Centro Studi Rinascimento Nazionale, nato per offrire un supporto culturale, programmatico e scientifico a Futuro Nazionale attraverso il contributo di docenti universitari, professionisti ed esperti provenienti da diversi settori.
“Negli ultimi decenni i partiti hanno progressivamente rinunciato all’elaborazione culturale e programmatica, trasformandosi troppo spesso in semplici comitati d’affari interessati alla gestione del potere e alla spartizione delle poltrone. Noi crediamo invece che la politica debba tornare a pensare in grande, a costruire una visione del Paese e a elaborare soluzioni concrete per i problemi degli italiani.”
Affrontando il tema della patrimoniale, Sforzini ha espresso una posizione inequivocabile:
“Se esiste un partito delle tasse, noi saremo sempre dalla parte opposta. Saremo dalla parte degli imprenditori, dei lavoratori, degli artigiani e di tutti coloro che producono ricchezza. La storia fiscale italiana insegna che ogni nuova imposta nasce colpendo pochi e finisce per gravare sul ceto medio. Si parte dai patrimoni sopra i cinque milioni di euro, poi si scende a due milioni, poi a uno e infine a pagare sono sempre le famiglie normali.”
Secondo il Presidente del Centro Studi, il vero problema dell’Italia non è come tassare ulteriormente la ricchezza esistente ma come crearne di nuova.
“Trovo paradossale che in una nazione che cresce poco si continui a discutere di come tassare la ricchezza invece di discutere di come crearla. Noi vogliamo più imprenditori, più investimenti, più proprietà diffusa, più classe media. Vogliamo meno tasse, più libertà, più responsabilità e più crescita.”
Sforzini ha inoltre evidenziato come il patrimonio degli italiani sia già soggetto a molteplici forme di imposizione fiscale.
“Il reddito viene tassato quando viene prodotto, spesso quando viene speso e ora qualcuno vorrebbe tassarlo anche quando viene detenuto. Stiamo parlando di patrimoni costruiti attraverso anni di sacrifici, risparmi, investimenti e rinunce. Case acquistate dopo decenni di lavoro, attività costruite generazione dopo generazione. Colpire tutto questo significa colpire il cuore produttivo della Nazione.”
Particolarmente critico il giudizio sul messaggio culturale che si nasconde dietro certe proposte fiscali.
“Quando lo Stato continua a sottrarre il frutto del lavoro individuale, finisce per trasmettere un messaggio devastante: lavorare di più, rischiare di più, investire di più non conviene. Molti cittadini finiscono per chiedersi perché dovrebbero sacrificare il proprio tempo, rinunciare alla famiglia, tenere aperta un’attività anche nei fine settimana, se il risultato finale è che una quota crescente del loro lavoro viene assorbita dal fisco.”
Da qui la richiesta di una profonda revisione della spesa pubblica.
“Prima di chiedere un euro in più agli italiani, lo Stato deve fare una seria cura dimagrante. Occorre eliminare sprechi, inefficienze e privilegi. Abbiamo già una delle più alte pressioni fiscali d’Europa. Continuare ad aumentarla sarebbe economicamente e socialmente suicida.”
Nel corso dell’intervista è stato inoltre affrontato il tema della crescita di Futuro Nazionale e del consenso che il Generale Roberto Vannacci continua a raccogliere nel Paese.
Secondo Sforzini, la forza del progetto risiede proprio nel legame diretto con la vita reale degli italiani.
“Molti di noi sono imprenditori, professionisti, lavoratori, genitori. Viviamo i problemi quotidiani delle famiglie italiane e comprendiamo le difficoltà di chi produce ricchezza e crea lavoro. Non viviamo chiusi in una bolla politica. È questa vicinanza alla realtà che spiega il crescente consenso verso il Generale Vannacci.”
Infine Poletti ha ricordato come il Centro Studi abbia la propria sede nel Castello Sforzini di Castellar Ponzano, edificio medievale sorto su un antico sito romano tra Piemonte e Lombardia.
“Il Castello rappresenta non soltanto una sede fisica ma anche un simbolo identitario. È il luogo dove vogliamo costruire idee, elaborare proposte e formare una nuova classe dirigente capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo.” ha concluso Sforzini.
Centro Studi Rinascimento Nazionale
Think Tank di Futuro Nazionale con Vannacci
