Di Luca Franceschi
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La vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Ilaria Fontana, è intervenuta duramente sulla vicenda del ponte sullo Stretto di Messina, chiedendo alla premier Giorgia Meloni di bloccare immediatamente il progetto.
Secondo l’esponente pentastellata, i sospetti che la “Stretto di Messina Spa” fosse un opaco centro di potere utilizzato dal governo per distribuire incarichi e prebende, nutriti dal Movimento per tre anni, troverebbero oggi conferma nell’interesse della procura di Roma. L’inchiesta avviata dalla magistratura ha portato a perquisizioni diffuse, giunte persino nella provincia di Frosinone, un territorio che certamente non ha tra le sue priorità la questione del ponte sullo Stretto.
Fontana ha quindi tracciato un bilancio negativo dell’operato del ministro Salvini in questi tre anni. Il leader della Lega avrebbe riproposto un progetto datato, commettendo errori nelle stime dei costi, come evidenziato dalla Corte dei Conti. L’operazione sarebbe stata condotta ignorando le direttive europee in materia ambientale, questione più volte denunciata dal Movimento 5 Stelle, senza risolvere le criticità geologiche e ambientali emerse durante l’esame in commissione Via-Vas.
Inoltre, secondo la parlamentare, il governo avrebbe addirittura disatteso la direttiva europea sugli appalti, dimostrando una sostanziale insofferenza verso le regole. Il tutto, sottolinea Fontana, senza che nemmeno un escavatore sia entrato in azione sul cantiere.
La conclusione dell’esponente del Movimento 5 Stelle è netta: Salvini ha fallito, e con lui anche Meloni che gli ha concesso carta bianca. Ora, con l’inchiesta in corso, lo scenario sarebbe diventato imbarazzante per il Paese. Per questo motivo, spetta alla presidente del Consiglio la responsabilità di fermare immediatamente quella che viene definita un’opera fantasiosa.
