Di Luca Franceschi
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La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione che coinvolge un ex consigliere del Consiglio di Amministrazione della società “Stretto di Messina”, un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti e un imprenditore. Un’indagine che getta nuove ombre su un progetto già ampiamente contestato.
Secondo quanto dichiarato da Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera per il Movimento 5 Stelle, il progetto del Ponte sullo Stretto non rappresenta soltanto uno scempio ambientale e un buco nero per le finanze pubbliche, ma si configurerebbe come l’ennesimo banchetto per comitati d’affari, caratterizzato da spartizioni e scambi di favori.
Il parlamentare pentastellato ha sottolineato come ad oggi il Ponte sullo Stretto di Messina sia poco più di un progetto di massima, che aveva già ricevuto osservazioni critiche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici addirittura nel 1997. Per legge, ha precisato Santillo, non può un’idea priva di numerose valutazioni e analisi necessarie trasformarsi direttamente in un progetto definitivo.
“Questa è la realtà dei fatti”, ha affermato il deputato, rivolgendosi direttamente ai leader del governo. Santillo ha chiesto a Salvini e Meloni di fermare immediatamente tutto, evidenziando come ci siano troppe zone d’ombra su quella che ha definito una “mangiatoia di Stato”, che devono essere spazzate via senza indugio.
Il vicepresidente della commissione Ambiente ha concluso ribadendo che i soldi degli italiani devono essere destinati a strade, treni e sanità, non per alimentare affari di parte.
