Di Luca Franceschi
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Durante i lavori della commissione Covid, il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris ha denunciato quello che definisce un tentativo delle opposizioni di distogliere l’attenzione mediatica da quanto emerso dalla testimonianza di Marco Spadaccioli, dipendente dell’azienda Adaltis Srl specializzata in tecnologie mediche. Secondo quanto riportato, Spadaccioli ha reso dichiarazioni rilevanti nel corso delle audizioni commissiali.
La testimonianza ha riguardato il ruolo svolto dall’avvocato Luca Di Donna, il quale in epoca pandemica si sarebbe avvicinato a diverse aziende con l’obiettivo di fare da intermediario nei confronti della struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri.
Elementi significativi emergono dalla ricostruzione dei fatti operata da Spadaccioli. L’avvocato avrebbe proposto una consulenza legale, ma il compenso previsto, pari a 454 mila euro, avrebbe assunto caratteristiche più simili a una provvigione piuttosto che a una semplice parcella professionale.
La questione assume ulteriore rilevanza per un altro aspetto segnalato dal testimone. Spadaccioli ha spiegato di aver scoperto successivamente tramite la stampa che Di Donna avrebbe intrattenuto contatti con la struttura commissariale in qualità di collega dell’avvocato Giuseppe Conte presso lo studio legale Alpa.
Liris ha concluso il suo intervento invitando la sinistra a smettere di creare confusione mediatica e ha chiesto che venga fatta piena chiarezza su quanto accadeva nello studio dove operavano gli ex colleghi di Conte.
