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ASSEMBLEA ANTIRAZZISTA TRENTO E CITTADINANZATTIVA APS * CPR: «NEGATO L’ACCESSO AGLI ATTI ALLE ORGANIZZAZIONI DELLA SOCIETÀ CIVILE, STRUTTURA DETENTIVA CLASSIFICATA COME “OPERA MILITARE”»

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16.35 - lunedì 8 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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CPR di Trento: negato l’accesso agli atti alle organizzazioni della società civile. La struttura detentiva classificata come “opera militare”.

Ministero dell’Interno, Commissariato del Governo e Provincia autonoma di Trento hanno risposto con un rigetto alla richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA) presentata il 23 aprile 2026 da Cittadinanzattiva APS e dall’Assemblea Antirazzista Trento, con il supporto legale degli avvocati Antonello Ciervo, Salvatore Fachile, Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva e Gennaro Santoro.

La richiesta mirava a ottenere tutti i documenti relativi alla progettazione e realizzazione del CPR previsto a Maso Visintainer, a Trento.
La motivazione del diniego è identica in tutte le risposte istituzionali, un copia-incolla: i CPR, in base al decreto-legge 124/2023, sono stati classificati come “opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale”. Una definizione che, in materia di accesso civico generalizzato, equivale a un segreto di Stato: nessun progetto, nessuna relazione tecnica, nessun documento urbanistico o ambientale, nessuna informazione sui costi e tempistiche di realizzazione. “Classificare un centro di detenzione amministrativa alla stregua di un’installazione militare non è una scelta tecnica neutrale, bensì una scelta politica che sottrae deliberatamente al controllo pubblico un’opera che incide profondamente sul territorio, sull’uso del suolo, sulle risorse provinciali e sui diritti delle persone – compreso quello alla salute – che vi saranno recluse”, affermano le organizzazioni civiche.

Il Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR, composto da oltre 50 realtà sociali e politiche che sostengono la campagna contro l’apertura del CPR, e Cittadinanzattiva considerano questa mancata trasparenza gravissima.

I CPR sono luoghi strutturalmente opachi: l’accesso al loro interno è negato ai giornalisti e alla società civile, e numerosi report, inchieste giornalistiche e pronunce giurisdizionali hanno documentato come in queste strutture i diritti fondamentali vengano sistematicamente violati. Ora si aggiunge un nuovo tassello: la società civile non può essere messa a conoscenza di quali valutazioni siano in corso sull’impatto territoriale e ambientale, su come verrà costruito il centro, con quali costi e secondo quali criteri. Ricordiamo che l’area individuata per la costruzione del CPR è stretta tra la tangenziale di Trento e l’autostrada del Brennero e in particolare il lato est è percorso per tutta la sua lunghezza da un metanodotto ad alta pressione.

“Quel che è emerso – la sola documentazione che la Provincia ha ritenuto di non poter nascondere perché già pubblica e facilmente reperibile online – è la delibera di Giunta n. 1626 del 24 ottobre 2025 e il testo dell’accordo Piantedosi-Fugatti. Un accordo che prevede la costruzione del CPR interamente a carico delle casse provinciali, e in cambio impegna il Ministero a dimezzare i posti di accoglienza sul territorio trentino da 700 a 350.
Quello che rimane nell’ombra – i progetti tecnici, le valutazioni ambientali, i costi, le procedure di affidamento – è esattamente ciò che ogni cittadina e ogni cittadino di questo territorio, e non solo, hanno il diritto di conoscere.

Continueremo a chiedere trasparenza e a opporci con ogni strumento disponibile. I CPR non sono basi militari: sono luoghi in cui si detengono esseri umani, e per questo, pur ribadendo la nostra netta contrarietà, ci aspettiamo che siano perlomeno aperti al controllo pubblico, non schermati dietro una norma che li equipara a infrastrutture di guerra”, concludono le organizzazioni.

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