Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, Vicepresidente e responsabile della politica economica e fiscale del Movimento 5 Stelle, ha lanciato un duro monito contro l’ipotesi di rimodulare i Fondi di coesione destinati al Mezzogiorno. Secondo l’esponente pentastellato, questa proposta deve essere respinta con assoluta fermezza.
La Puglia e l’intero Sud Italia necessitano ancora di investimenti strategici fondamentali per colmare i persistenti divari infrastrutturali, sociali e occupazionali che il Governo continua a trascurare. Le semplici rassicurazioni o l’utilizzo di formule ambigue come “rimodulazione volontaria” non sono sufficienti a garantire la tutela di queste risorse vitali per i territori meridionali.
Quando si spalanca la porta alla possibilità di trasferire altrove risorse già assegnate ai territori del Sud, emerge un rischio concreto e pericoloso. Si tratta del pericolo di indebolire investimenti essenziali per il Mezzogiorno e di esercitare indebite pressioni politiche sulle amministrazioni regionali.
I Fondi di coesione non possono e non devono trasformarsi nel bancomat del Governo, utilizzati per tamponare emergenze o per rimediare a scelte politiche errate. Quelle risorse hanno una destinazione precisa e cruciale: creare occupazione, potenziare infrastrutture e servizi pubblici, sostenere le imprese locali, promuovere l’innovazione e lo sviluppo nelle aree più fragili e svantaggiate del Paese.
Per queste ragioni, la Puglia deve fare fronte comune con le altre regioni meridionali e opporsi fermamente a qualsiasi forma di definanziamento, sia esso diretto o camuffato sotto altre vesti. Nel caso in cui esistano nuove priorità di carattere europeo o nazionale, è responsabilità del Governo reperire risorse aggiuntive, senza sottrarre nemmeno un euro allo sviluppo del Sud.
Il senatore Turco rivolge quindi un appello diretto alla Presidente del Consiglio Meloni e al Ministro Fitto, chiedendo loro di chiarire immediatamente se intendono garantire in modo integrale le risorse già assegnate alla Puglia e all’intero Mezzogiorno. Su una questione di tale rilevanza non può esserci spazio per ambiguità o zone grigie: lo sviluppo del Sud è intoccabile e non può essere oggetto di baratto politico.
