(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Etiopia sta andando al voto in queste ore per eleggere il parlamento federale e i parlamenti regionali. Per il Paese si tratta delle sue settime elezioni generali dal 1995, segnate da un contesto caratterizzato dalla crescita economica ma anche dall’inflazione elevata, dalle tensioni interne e da un’opposizione politica che si presenta frammentata.
Gli analisti ritengono altamente probabile una conferma al potere del Partito della prosperità (Pp) del primo ministro Abiy Ahmed, in carica dal 2018. A livello federale il risultato sembra essere scontato per diverse ragioni: da un lato, per il sistema elettorale etiope, che favorisce il partito al governo, dall’altro, per i metodi sempre più autoritari di Abiy Ahmed, con pressioni e intimidazioni verso l’opposizione e la stampa. I risultati si sapranno comunque solo tra qualche giorno.
Al momento, il Pp detiene 457 dei 547 seggi dalle ultime elezioni del 2021, oscurate dal deflagrare della sanguinosa guerra civile nella regione settentrionale del Tigray, che confina con l’Eritrea e il Sudan, e che tra il 2020 ed il 2022 ha causato oltre 600.000 vittime.
Martedì 2 giugno alle 11 Roberto Zichittella ne parlerà a “Radio3 Mondo” con Alberto Magnani, corrispondente da Nairobi del Sole 24 Ore, autore di Le ali dell’Africa, Il Mulino, 2025, appena rientrato da Addis Abeba.
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