News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

MAESTRI (CONSIGLIO PAT – PD) – INTERROGAZIONE * FESTIVAL ECONOMIA 2026: «PASSERELLA POLITICA O LABORATORIO DI RIFLESSIONE?»

Scritto da
10.55 - sabato 30 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////

FESTIVAL DELL’ECONOMIA: PASSERELLA POLITICA O LABORATORIO DI RIFLESSIONE?

Archiviata anche l’edizione 2026 del Festival dell’Economia, sembrano andare in archivio frettolosamente anche i bilanci e le riflessioni su queste “cinque giornate”, che gloriose non sono come le più note milanesi, ma meritano comunque qualche approfondimento. Se, da un lato gli “osanna” degli organizzatori erano più che prevedibili, dall’altro l’enfasi celebrativa pare scontrarsi con la cruda realtà dei numeri:
45.000 presenze in città, eppure quasi nessun “sold out” negli alberghi; 350 appuntamenti ed eventi, eppure non pochi frequentati solo da sparuti drappelli; ricadute mirabolanti sul commercio cittadino, eppure molti ristoratori e negozianti si dichiarano tutt’altro che soddisfatti. Insomma, da queste impressioni iniziali pare emergere una realtà diversa da quella che si vuole consegnare alla storia.

Abbiamo assistito anzitutto all’ennesima “passerella” di ministri e di esponenti politici del centrodestra che, anche quest’anno, hanno fatto la parte del leone, a fronte di una sempre più esigua presenza delle opposizioni. E’ proprio questa sbilanciata proiezione degli equilibri parlamentari che rende il festival ormai una vetrina politica nazionale e locale, con i vari ministri e assessori che fanno fugaci apparizioni e “rubano” spazio mediatico a quella parte scientifica del festival, che appare invece sempre più compressa e sacrificata appunto in nome di necessità propagandistiche dell’attuale maggioranza.

Pur tralasciando certe intemperanze, che una più accorta e sensibile organizzazione avrebbe potuto evitare anche in nome di un certo buon gusto ormai del tutto latitante, non si può qui non sottolineare il caotico evento svoltosi in piazza Fiera e durante il quale il pubblico che seguiva un noto intrattenitore radiofonico si è esibito in espressioni volgari, inutili e offensive, proprio nei pressi dell’Arcivescovado e in un inneggio al duce che, francamente, ha lasciato basiti molti cittadini.

Come sempre accade in simili situazione, la Giunta provinciale ha sbandierato numeri, in un trionfo di annunci e risultati che lascia perplessi per la sua leggerezza Ci sono stati, come poc’anzi ricordato, ben 350 appuntamenti del festival, il che significa che ogni giorno si sono avuti 70 eventi, cifra che diventa impossibile anche per il pubblico più stakanovista. Si è parlato di tutto e di più, ma con una relativa coerenza con il tema generale del festival, quasi questo fosse più una cornice che non l’essenza della proposta in sé. L’impressione che se ne trae è quella insomma di una sorta di “supermarket” delle proposte, dove ognuno trova ciò che più gli aggrada, in un contenitore piuttosto carente di contenuto.

Accanto a ciò, è apparsa evidente, rispetto ad altre edizioni, una scollatura fra il festival e la città, quasi si trattasse di due estranei che si guardano da rive opposte; quasi che il progetto festivaliero del “Sole 24 Ore”, peraltro autorevole testata economica, si fosse svolto in qualsiasi anonima città del continente, priva di una sua identità da valorizzare e promuovere. In altre parole, pare saltato il rapporto virtuoso che si era costruito nel primo decennio del festival con la realtà urbana e sembrano venuti meno i legami fra quest’ultima ed il Festival dell’Economia che, se sconta il logorio del tempo, non per questo può immaginarsi astratto dalla geografia fisica e sociale che lo ospita e lo finanzia.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– quali finanziamenti, in dettaglio, ha stanziato la Provincia per l’edizione 2026 del Festival dell’Economia ivi compresi i valori d’uso di strutture e allestimenti;

– se la stessa non ritenga opportuno ragionare attorno ad un contenimento degli eventi, proprio per evitare quell’effetto “supermercato” più sopra accennato;

– se non sia utile immaginare un più ampio coinvolgimento della città e della società trentina, anche per una promozione complessiva dell’immagine del territorio;

– quale criterio ha determinato la scelta delle allocazioni degli eventi nelle piazze e nei luoghi della città;

– se non si ritenga giunto il momento di cambiare il format attuale, innovando e trasformando l’impianto generale del festival e limitando l’eccessiva presenza della politica, a scapito della scienza economica e delle sue derivazioni.

*

Lucia Maestri

Consiglio Provincia autonoma Trento (Pd del Trentino)

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.