Di Luca Franceschi
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Giuseppe Conte sembra essersi già dimenticato della sua proposta di abolire la povertà per decreto, un annuncio che risultava piuttosto velleitario e anche ridicolo. Oggi, nel tentativo di trovare argomenti per criticare il governo Meloni, cerca di minimizzare il valore dei risultati occupazionali raggiunti negli ultimi anni, dati che sono stati ripetutamente certificati dall’ISTAT.
Secondo la senatrice Paola Mancini, il lavoro povero e poco sicuro è l’eredità di decenni caratterizzati da relazioni industriali e sindacali insufficienti, da una programmazione economica inadeguata e soprattutto da un’enorme dispersione di risorse in investimenti e provvedimenti fallimentari, come il discusso bonus 110. Il governo di Giorgia Meloni ha affrontato immediatamente questa situazione con l’obiettivo di invertire il trend negativo ereditato dalla precedente amministrazione.
Secondo Mancini, la creazione di posti di lavoro rappresenta il principale segnale concreto di cambiamento verso uno sviluppo autentico, libero dai pesi dell’assistenzialismo che caratterizzava gli anni precedenti. Fratelli d’Italia rimane fermamente orientato verso un lavoro dignitoso e sicuro, sostenendo la contrattazione collettiva e operando insieme al ministro del Lavoro per incentivare una formazione appropriata e favorire un equilibrio positivo tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro.
Questa rappresenta la strada realistica per proteggere il potere d’acquisto dei salari e supportare la competitività delle imprese. Altre soluzioni, sostiene Mancini, appartengono al regno della fantasia e vengono lasciate volentieri all’ex presidente del Consiglio.
