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SMI TRENTINO * MANIFESTAZIONE A ROMA: PAOLI, «POSSIBILE SCIOPERO ENTRO FINE GIUGNO SE IMPOSTO INGRESSO NELLE CASE DI COMUNITÀ»

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12.12 - venerdì 29 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È appena rientrata da Roma la delegazione trentina del Sindacato Medici Italiani che ha partecipato, con una propria delegazione, insieme ad altri 500 professionisti della medicina generale Smi, alla manifestazione pubblica indetta ieri dal sindacato dinnanzi al Palazzo del Ministero della Salute di Roma, in via Lungotevere Ripa,1.

La manifestazione si è svolta in segno di protesta per la riforma unilaterale sul settore, che il Ministro vorrebbe decretare per legge senza passare dalla contrattazione collettiva nazionale. Tutto ciò perché i medici si rifiutano sia di omogeneizzarsi al ruolo unico imposto contro il loro volere, sia per riempire le Case di Comunità, per tre quarti ancora vuote di personale infermieristico, medico e convenzionato, sguarnendo i comuni più piccoli e togliendo prossimità ai nostri ammalati.

Il dott. Nicola Paoli, Segretario Smi regionale, che fa parte anche della delegazione trattante nazionale, è stato quindi ricevuto, insieme alla Segretaria nazionale Pina Onotri, dal Capo di Gabinetto del Ministro Schillaci, dott. Marco Mattei; ed ha potuto così verificare di persona le attuali intenzioni del Ministero di portare avanti l’iniziativa governativa, d’accordo con tutte le Regioni e le Province autonome speciali, in barba al volere della categoria, cogente le normative del PNRR.

SMI ha chiarito i suoi punti: partendo dal “no alla retribuzione solo per obiettivi ed alla deroga del blocco contrattuale, negando l’equivalenza unilaterale; bloccando le equiparazioni forzate, con affidamento delle cure primarie a specializzazioni ospedaliere”, confermando il nostro “sì” invece alla specializzazione universitaria, anche in Trentino, della medicina generale, e alla possibilità, su base volontaria, dei medici di medicina generale convenzionati, di optare per il lavoro da dirigente medico dipendente dentro le Case di Comunità.

Le richieste avanzate da Smi sono state recepite e, in virtù di questo confronto, la prossima settimana si terrà un ulteriore incontro a Roma per ridefinire la bozza del decreto legge, prima della scadenza improcrastinabile del 30 giugno 2026.

Paoli ed Onotri hanno confermato che, se saremo obbligati ad entrare nelle Case di Comunità contro il volere dei nostri iscritti, il sindacato SMI nazionale attiverà immediatamente, entro fine giugno, lo sciopero generale della categoria con la chiusura di tutti gli ambulatori.

Pur tuttavia, corre l’obbligo segnalare da parte del Segretario Smi provinciale che, in Trentino, il dialogo con la Provincia autonoma e la Direzione generale aziendale è costante, nella speranza di riuscire, nel nostro piccolo, a rendere facile, fattibile e favorevole ai nostri professionisti quello che nel resto dello Stato sembra trovare mille ostacoli, mantenendo qui i nostri medici, anche giovani, nei territori assegnati dalle zone carenti, senza alcun obbligo di entrare nelle dieci Case di Comunità hub laddove non ritenuto conveniente per loro.

Tenuto presente che già tutti lavorano, rispetto al resto d’Italia, nelle AFT, che altro non sono, come ci è stato assicurato anche dal Capo di Gabinetto, altrettante Case di Comunità spoke.

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Ufficio stampa SMI TRENTINO

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