Di Luca Franceschi
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Giustizia, Costa: “Restituire reputazione agli innocenti è civiltà giuridica. Nessun voto contrario in Aula e’ segnale apprezzabile”
“È dovere dello Stato chiamare le persone a rispondere di fronte a fatti di reato, ma è anche suo dovere garantire che, se una persona esce innocente dall’ingranaggio giudiziario recuperi la stessa immagine, reputazione, credibilità che aveva prima dell’indagine. Il procedimento penale si avvia con le contestazioni e si conclude con la pronuncia di un giudice. Pubblicare solo l’accusa, omettendo di pubblicare la sentenza di assoluzione, significa omettere la verità processuale e fornire un’immagine distorta della persona interessata dalla vicenda. Ogni anno 500.000 persone vengono indagate e poi archiviate o assolte in primo grado. Quando si pubblica la notizia di un’indagine bisognerebbe sempre porsi una domanda: e se fosse innocente? Ecco il cuore dell’identità liberale di Forza Italia, affrontare il tema della giustizia mettendo al centro la persona”.
Così Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia e primo firmatario della proposta di legge sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, approvata oggi alla Camera.
“Oggi assistiamo a una sorta di processo capovolto: il cuore del procedimento penale dovrebbe essere il dibattimento, dove si forma la prova e viene pronunciata la sentenza da un giudice. A livello mediatico, invece, il cuore è diventato quello delle indagini preliminari, dove si consolida sulla persona il marchio dell’accusa. Questo è un tema che, durante il referendum abbiamo dibattuto, sostenendo che il prodotto dell’accusa deve essere recepito anche mediaticamente come un prodotto provvisorio, che può essere smentito nel processo. Invece troppo spesso viene trasferito all’esterno come fosse una sentenza”, ribadisce il presidente dei deputati azzurri.
“Applicare il marketing alla comunicazione giudiziaria è incivile, illiberale, arbitrario. Durante le indagini i riflettori si accendono; durante il dibattimento, quando si forma la prova e si pronuncia la sentenza, si spengono. Lo spirito della nostra proposta è fare in modo che all’opinione pubblica venga comunicato il procedimento penale nella sua interezza. Se a una persona viene dedicata un’ossessione mediatica nella fase delle indagini e poi quella persona viene assolta, ha diritto al recupero dell’immagine e della reputazione”, conclude.
