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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «EDITORIA, CALANDRINI (FDI): “200 MILIONI PER IL COMPARTO. GOVERNO AL LAVORO PER RENDERE STRUTTURALI I FONDI CHE L’EMENDAMENTO CRIMI VOLEVA ABOLIRE”»

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12.00 - giovedì 28 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni ribadisce il suo impegno nel sostenere il comparto editoriale italiano, ritenendo che l’informazione territoriale rappresenti un presidio democratico essenziale per garantire la qualità della democrazia stessa. In questa prospettiva, le testate locali, le emittenti radiofoniche e televisive regionali, insieme alle cooperative editoriali, svolgono un ruolo cruciale soprattutto nelle aree interne e nei territori più esposti alla fragilità economica e sociale.

È in questa cornice che il governo ha deciso di intervenire a sostegno del settore editoriale, in un momento storico caratterizzato dalla crisi della carta stampata, dalla digitalizzazione accelerata e dai mutamenti radicali nelle abitudini informative dei cittadini. Attraverso il Milleproroghe, l’esecutivo ha rinviato i tagli che sarebbero stati introdotti dall’emendamento Crimi, un provvedimento che avrebbe impattato negativamente su cooperative giornalistiche, enti no profit, fondazioni e associazioni operanti nel settore editoriale.

La decisione del governo riflette una convinzione di fondo: il pluralismo informativo non può essere affidato unicamente alle dinamiche di mercato, particolarmente nei contesti territoriali più vulnerabili e nelle aree interne del Paese. Per questa ragione, l’amministrazione è impegnata nel trasformare le misure attuali, superando il sistema di proroghe annuali per istituire contributi diretti strutturali e permanenti, come previsto dal D.Lgs. 70/2017, proprio quello che l’emendamento Crimi mirava ad abolire. Questo approccio mira a fornire stabilità alle imprese editoriali che quotidianamente garantiscono informazione di prossimità e un’effettiva pluralità di voci.

Parallelamente, il governo ha stanziato risorse significative per favorire la transizione digitale del comparto. Nel 2023 è stato istituito un Fondo straordinario per l’editoria dotato di 140 milioni di euro, destinato a innovazione tecnologica, cybersecurity, piattaforme digitali, software editoriali e investimenti per stazioni radiofoniche e televisive. A queste risorse si sommano gli 82 milioni di euro allocati attraverso il DPCM del 17 aprile 2025, destinati al sostegno della diffusione cartacea, alle edicole, alla distribuzione e ai punti vendita specializzati.

Nel complessivo, considerando anche i contributi diretti storici dedicati al pluralismo editoriale, l’ammontare complessivo del sostegno pubblico erogato al settore nel periodo compreso tra il 2023 e il 2025 supera abbondantemente i 200 milioni di euro. Secondo l’interpretazione dell’amministrazione, l’informazione di livello locale continua a rappresentare un elemento indispensabile per assicurare partecipazione democratica, controllo sociale diffuso, preservazione dell’identità comunitaria e consolidamento della qualità democratica. Il governo sostiene che nessun sistema algoritmico potrà mai rimpiazzare il lavoro dei giornalisti che quotidianamente documentano la realtà territoriale e amplificano le voci delle comunità locali, per cui continuerà a investire nel pluralismo editoriale e nell’intera catena dell’informazione.

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