Di Luca Franceschi
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Forza Italia torna a proporre il condono edilizio attraverso emendamenti al Piano Casa, riesumando una pratica già utilizzata dal governo Berlusconi nel 2003. Secondo le critiche mosse, questa scelta rappresenterebbe un tentativo di spalancare le porte alla sanatoria anche per immobili costruiti abusivamente in aree vincolate e al di fuori di ogni regola urbanistica.
La proposta viene denunciata come una scelta di gravissima portata, capace di cancellare il confine tra legalità e abusivismo, premiando coloro che hanno violato le norme urbanistiche mentre schiaccia cittadini e imprese che hanno sempre rispettato le regole.
Viene inoltre evidenziato come, dopo il fallimento nel realizzare la riforma della giustizia che il leader berlusconiano aveva sognato e che è stata bocciata da milioni di elettori, si stia tornando a proporre il vecchio condono edilizio come una sorta di premio di consolazione.
In un contesto in cui il Paese risulta sempre più fragile di fronte a fenomeni naturali come frane e alluvioni, oltre che al consumo di suolo, la proposta rappresenterebbe una scelta contraria agli obiettivi di investimento in rigenerazione urbana, sicurezza e tutela ambientale. Secondo le critiche, invece di perseguire questi obiettivi, si torna ancora una volta alla logica del condono e dell’impunità.
Gli emendamenti al Piano Casa dovrebbero essere ritirati in quanto rappresenterebbero un colpo durissimo alla legalità urbanistica e lancierebbero un messaggio devastante: chi costruisce senza rispettare le regole può sempre sperare in un’ennesima sanatoria.
