La Giunta provinciale ha definito i criteri del Bando EnergiaSviluppo, una misura destinata a sostenere gli investimenti delle imprese trentine nel campo dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi. L’obiettivo principale è garantire un miglioramento energetico annuo di almeno il 2% nelle unità operative interessate. Elemento imprescindibile per accedere al contributo è la diagnosi energetica preliminare, da allegare alla domanda per certificare i risultati attesi dell’intervento.
Il bando finanzia investimenti compresi tra oltre 25mila euro e 500mila euro. Per le imprese che operano presso committenti terzi, il miglioramento energetico sarà calcolato sui consumi dei beni utilizzati nell’attività economica. Gli investimenti potranno interessare sia le unità operative che il parco mezzi aziendale.
L’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli ha sottolineato come l’iniziativa confermi l’impegno a incentivare gli investimenti per ridurre i consumi e aumentare la competitività delle imprese. Secondo l’assessore, si tratta di trasformare le attuali difficoltà dovute alle tensioni globali in un’opportunità di sviluppo e resilienza economica, migliorando la competitività del sistema economico trentino e accompagnando le aziende in un percorso di innovazione, efficientamento e sostenibilità.
I contributi a fondo perduto sono destinati a piccole, medie e grandi imprese attive sul territorio provinciale e iscritte nel Registro delle imprese entro il 30 novembre 2025. Potranno accedere al bando le realtà operanti nei settori dell’industria estrattiva e manifatturiera, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso, dei trasporti e magazzinaggio, delle scuole guida e della gestione dei rifiuti. Le iniziative dovranno essere avviate a partire dal primo giugno 2026 e concluse entro 18 mesi dalla concessione dell’incentivo.
Le spese ammissibili comprendono interventi su fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto, programmi informatici, brevetti, licenze, consulenze tecniche e spese generali collegate al progetto. I beneficiari dovranno mantenere il codice Ateco ammesso, garantire la permanenza dell’attività sul territorio provinciale, evitare il distoglimento dei beni agevolati, rispettare la regolarità contributiva e applicare ai dipendenti i contratti collettivi individuati dalla Giunta provinciale.
L’agevolazione sarà concessa in regime “de minimis” con un contributo pari al 30% delle spese ammissibili. Questa percentuale potrà aumentare del 10% per le imprese energivore che nel 2025 abbiano sostenuto costi energetici superiori al 30% dei costi complessivi di produzione. Un incremento del 5% è invece previsto per le imprese che, entro la rendicontazione finale, concederanno a una Cacer, a una società Esco o a una Sgr il diritto di installare un impianto fotovoltaico sulla propria unità operativa.
La procedura di presentazione delle domande sarà gestita in modo automatico dall’Agenzia provinciale incentivazione attività economiche (Apiae) attraverso una piattaforma informatica provinciale.

