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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «GARGANI, ROTONDI (FDI): ADDIO AL CAMPIONE DELL’UNITÀ DEMOCRISTIANA»

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14.30 - mercoledì 27 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Gianfranco Rotondi, presidente della Democrazia Cristiana e deputato di Fratelli d’Italia, ha voluto ricordare con parole affettuose la scomparsa dell’onorevole Giuseppe Gargani, presidente dell’associazione dei parlamentari emeriti, venuto a mancare oggi a Roma. Secondo Rotondi, Gargani ha vissuto esattamente come desiderava, mantenendo un ruolo attivo fino agli ultimi istanti della sua vita, e se n’è andato nel modo che avrebbe voluto, improvvisamente e senza soffrire, come spesso accade a chi ha dedicato la propria esistenza a dispensare amore e solidarietà agli altri.

Gargani era parte di una triade che ha segnato profondamente la storia della Democrazia Cristiana nei suoi anni più splendenti. Insieme a Ciriaco De Mita e Riccardo Bianco, proveniva dalla deputazione irpina e era destinato a guidare il partito a livello nazionale. Tra i tre, Gargani emerge per essere stato il più popolare, sia dal punto di vista elettorale che umano, una supremazia che gli stessi De Mita e Bianco hanno sempre riconosciuto, anche quando la competizione tra loro si faceva più diretta e aspra.

La figura di Gargani, però, va ben oltre questa competizione interna. Fu l’uomo che avvertì il partito democristiano riguardo alla congiura del ’92, sebbene le sue avvertenze rimanessero inascoltate. Come giurista, previde le conseguenze dell’alterazione degli equilibri politici che sarebbero derivati dall’abolizione dell’immunità parlamentare. Incarnò il ruolo di campione popolare dell’unità democristiana, mostrando contemporaneamente la capacità di riconoscere le novità che emergevano nello scenario politico, come la discesa in campo di Silvio Berlusconi.

Rotondi conclude il suo ricordo riflettendo su come molte di queste sfaccettature della personalità di Gargani non fossero appieno evidenti quando loro stessi erano giovani democristiani, assorbi nelle dinamiche interne del partito. Sono state scoperte e apprezzate pienamente solo in seguito, negli anni in cui lo hanno frequentato nel corso di un periodo caratterizzato da una crescente difficoltà della politica italiana. La sua morte rappresenta lo spegnersi di un’altra luce nel panorama politico, lasciando tutti i colleghi profondamente più soli.

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