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COMUNE DI BRESSANONE – BRIXEN * «LA POLVERE TRA ARTE E MEMORIA, IL MATERIALE CHE RACCONTA STORIE – STAUB ZWISCHEN KUNST UND ERINNERUNG, DAS MATERIAL, DAS GESCHICHTEN ERZÄHLT»

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10.41 - mercoledì 27 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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La polvere accompagna costantemente l’esistenza umana. Presenza discreta e al tempo stesso inevitabile, viene rimossa, contenuta, combattuta. Eppure, nella sua natura mutevole e diffusa, custodisce una straordinaria complessità: traccia del tempo, materia in trasformazione, elemento originario. La Galleria civica Bressanone dedica a questo fenomeno una mostra che invita a osservare la polvere oltre la sua dimensione quotidiana, riconoscendone il potenziale poetico, scientifico e simbolico.

L’esposizione riunisce posizioni artistiche contemporanee nelle quali la polvere si manifesta come materia capace di attraversare confini, trattenere memorie e generare nuove forme. Invisibile e onnipresente, nasce continuamente: nei processi naturali come nelle attività umane. Vulcani, deserti, oceani e vegetazione producono incessantemente particelle microscopiche; allo stesso modo, costruire, coltivare o muoversi nello spazio urbano significa inevitabilmente sollevare polvere. Considerata spesso un problema igienico, sanitario o estetico, essa costituisce tuttavia una componente fondamentale del nostro ambiente: rende visibile la luce, contribuisce alla formazione delle nuvole ed è presente in ogni goccia di pioggia. La polvere racconta così tanto la quotidianità quanto l’origine stessa dell’universo.

Nelle fotografie dell’artista altoatesina Jasmine Deporta, il fenomeno della luce emerge attraverso la diffusione sulle particelle più minute. La polvere non appare direttamente, ma si rende percepibile come esperienza atmosferica e visiva. In Mobile Garden di Lois Weinberger, la vegetazione nasce da un terreno apparentemente inerte, evocando la capacità della materia di rigenerarsi e trasformarsi. La polvere si rivela qui come origine silenziosa della vita. Da sempre parte integrante della pratica artistica, la polvere è anche alla base del pigmento e della pittura. Jörg Hofer utilizza polvere di marmo proveniente dall’estrazione del marmo di Lasa, conferendo alle sue opere una struttura materica distintiva. Nei lavori di Alice Ahad, invece, la polvere domestica diventa deposito di tempo e memoria: un insieme di frammenti che conserva tracce, identità e trasformazioni.

La mostra approfondisce inoltre la dimensione religiosa della polvere attraverso una selezione di oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg Bressanone.

Con opere di Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer, Lois Weinberger e un’intervista di Alexander Kluge.

Staub ist unser ständiger Begleiter. Mit Handschuhen und Tüchern kämpfen wir gegen ihn an – dabei ist er so reich und vielgestaltig wie das Leben selbst. Die Stadtgalerie Brixen widmet dem Störenfried nun eine Ausstellung, die am Donnerstag, 4. Juni 2026 um 19 Uhr eröffnet wird. Die Schau versammelt zeitgenössische künstlerische Positionen, in denen Staub in seiner fast unendlichen Wandlungsfähigkeit sichtbar wird: als Material, das Grenzen überschreitet, Spuren speichert und Neues hervorbringt.

Staub entsteht immer und überall. Beim Bauen, Pflügen oder Autofahren ebenso wie in der Natur: Vulkane, Wüsten, Pflanzen und Ozeane produzieren unablässig kleinste Partikelchen. Oft ist er unerwünscht, bildet ein hygienisches, gesundheitliches und nicht zuletzt ästhetisches Problem. Aber Staub ist auch ein Grundstoff: Er macht den Himmel blau und ermöglicht die Bildung von Wolken. In jedem Regentropfen wohnt ein kleines Teilchen. Staub erzählt Geschichten vom Alltag ebenso wie vom Ursprung des Universums.

In der Ausstellung thematisieren die Fotografien der Südtiroler Künstlerin Jasmine Deporta das Phänomen des Lichts, das erst durch die Streuung an kleinsten Partikeln sichtbar wird. Staub erscheint hier nicht direkt, sondern wird atmosphärisch erfahrbar. In Lois Weinbergers “Mobile Garden” wachsen Pflanzen aus scheinbar lebloser Erde. Das Werk verweist auf das Potential von Keimung und Transformation – und auf Staub als Ursprung neuen Lebens. Seit jeher ist er zudem Teil künstlerischer Praxis: Als Pigment bildet Staub die Grundlage von Farbe und Malerei. Jörg Hofer gibt seinen Bildern zudem mit Marmorstaub, der beim Abbau des Laaser Marmors entsteht, eine unverwechselbare Struktur. In den Arbeiten von Alice Ahad wird Hausstaub zum Träger von Zeit und Erinnerung. Als “Kollektiv von Fragmenten” sammelt und bewahrt er Spuren und wird zu einem aktiven Gefüge von Geschichte, Identität und Transformation.

Die Ausstellung thematisiert außerdem die religiöse Dimension von Staub und zeigt Objekte aus der Sammlung der Hofburg Brixen.

Mit Werken von Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer, Lois Weinberger und einem Interview von Alexander Kluge sowie Objekten aus der Sammlung der Hofburg Brixen.

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