(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Da anni centinaia di infermieri, OSS, tecnici sanitari e operatori delle strutture private accreditate trentine attendono il rinnovo del contratto nazionale. Svolgono le stesse funzioni dei colleghi pubblici con retribuzioni fino a 500 euro mensili in meno. In una provincia autonoma come il Trentino, dove il costo della vita è tra i più elevati del Nord Italia, questo divario retributivo si traduce in difficoltà economiche concrete e crescenti: lavoratrici e lavoratori faticano a pagare il mutuo, le spese quotidiane, i bisogni familiari. Non possiamo permetterci di vedere impoverire i professionisti della salute. È inaccettabile.
Le strutture private accreditate sono parte integrante del sistema sanitario trentino: ricevono risorse pubbliche attraverso le convenzioni con ASUIT e Provincia autonoma di Trento, erogano servizi essenziali ai cittadini, concorrono a garantire il diritto alla salute. Non si può fare sanità pubblica nei fini e privata nel trattamento di chi ci lavora.
Le nostre richieste alla Provincia autonoma di Trento:
› Rinnovo del CCNL. Adeguamento salariale immediato che colmi il divario con il settore pubblico.
› Monitoraggio delle ricadute. Un percorso strutturato di controllo che verifichi come il rinnovo contrattuale si traduce nelle convenzioni ASUIT: le risorse pubbliche devono arrivare ai lavoratori, non fermarsi nei bilanci aziendali.
› Integrativo provinciale aggiuntivo. Il Trentino ha autonomia e risorse: usi questo strumento per riconoscere le specificità del territorio e valorizzare chi lavora nelle strutture accreditate.
› Tavolo permanente di concertazione. Ogni revisione delle convenzioni deve coinvolgere i sindacati e includere una verifica delle condizioni retributive e di lavoro del personale.
› Nessuna azione unilaterale discriminante. Il rinnovo contrattuale e le scelte aziendali conseguenti non devono produrre trattamenti differenziati tra lavoratrici e lavoratori in ragione della mansione svolta: ogni figura professionale — infermieri, OSS, tecnici, amministrativi — ha pari dignità e deve essere valorizzata senza distinzioni arbitrarie.
“La Provincia non può essere spettatrice: deve essere garante. Chi cura deve essere tutelato.”
FP CGIL, CISL FP e UIL FP sono oggi in presidio davanti all’Assessorato alla Sanità di Via Gilli a Trento per dare voce a queste lavoratrici e lavoratori. Si riservano di avviare azioni di mobilitazione crescenti se le istanze qui rappresentate non troveranno risposta concreta nei tavoli istituzionali.
*
Firmato:
Alberto Bellini — Segretario FP CGIL Trentino
Beppe Pallanch — Segretario CISL FP Trentino
Giuseppe Varagone — Segretario UIL FP Trentino
