Di Luca Franceschi
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Il livello di mistificazione raggiunto da Fratelli d’Italia ha toccato vette senza precedenti. L’Agenzia delle Entrate ha certificato ieri un dato allarmante: le truffe legate al Superbonus, che storicamente si attestavano intorno al 3%, sono schizzate al 33% nell’ultimo anno.
Di fronte a questa evidenza, che riguarda direttamente la gestione del governo Meloni-Giorgetti, il capogruppo Bignami ha avuto il coraggio di chiedere conto a Conte e al Movimento 5 Stelle. La risposta non può che essere una: si tratta di manifesta incapacità.
L’attuale maggioranza non si limita a utilizzare il Superbonus come capro espiatorio per mascherare il proprio fallimento economico che ha investito il Paese. Ora tenta persino di scaricare sul governo Conte le responsabilità relative all’esplosione delle frodi.
La realtà dei fatti racconta una storia ben diversa. Il Superbonus è stato sfruttato dalla maggioranza per fini di campagna elettorale e per interessi personali, come la ristrutturazione di appartamenti privati. Successivamente hanno completamente riscritto la normativa.
I numeri parlano chiaro: l’attuale governo ha gestito la misura per tre anni e sette mesi su un totale di sei anni. Il governo Conte, invece, ha avuto a disposizione soltanto nove mesi.
Ora che il boom delle truffe, attestato al 33%, certifica inequivocabilmente il fallimento della loro gestione, provano a infangare gli altri. Ma la verità è incontrovertibile: questa percentuale record è la diretta conseguenza del blocco della cessione del credito d’imposta e dello sconto in fattura, decisioni assunte dall’esecutivo Meloni.
Si tratta di un comportamento privo di vergogna e di dignità, afferma il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo.
