Di Luca Franceschi
///
I parlamentari del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato hanno espresso forte preoccupazione per le anticipazioni sulla proposta elaborata dalla commissione ministeriale presieduta dal viceministro della Giustizia Sisto di Forza Italia. La proposta introdurrebbe una sostanziale limitazione della responsabilità penale dei datori di lavoro nei casi di morti e gravi incidenti sul lavoro laddove l’azienda risulti formalmente in regola sotto il profilo documentale.
Secondo i rappresentanti del Movimento, in un Paese che continua a registrare centinaia di vittime ogni anno nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi e nella logistica, la priorità dovrebbe essere rafforzare controlli, prevenzione e responsabilità, non costruire nuovi scudi giuridici per manager e dirigenti.
L’idea secondo cui essere adempienti dal punto di vista burocratico possa attenuare o addirittura escludere responsabilità penali viene definita folle e foriera di un messaggio devastante: si premia la forma mentre, troppo spesso, la realtà quotidiana dei luoghi di lavoro racconta carenza di formazione, subappalti incontrollati e sistemi di sicurezza aggirati per aumentare produttività e profitti.
Tale proposta si inserisce in una più ampia stagione di arretramento delle tutele e di indebolimento degli strumenti di controllo pubblico, già segnata dall’abolizione del reato di abuso d’ufficio e dai ripetuti interventi volti a limitare l’azione della magistratura nei confronti dei reati dei colletti bianchi.
I parlamentari pentastellati chiedono al Governo di fermarsi subito e di aprire piuttosto un confronto serio con sindacati, ispettori, magistrati, tecnici della prevenzione e associazioni delle vittime. La richiesta conclusiva è chiara: basta colpi di spugna sulla pelle di lavoratrici e lavoratori.
