Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia ha sollevato un caso che rischia di diventare emblematico per l’intero sistema scolastico italiano. Una bambina di dieci anni residente a Filicudi ha scritto direttamente alla Presidente del Consiglio con una richiesta semplice ma fondamentale: poter continuare a studiare senza dover abbandonare la propria isola, la famiglia e il contesto in cui è cresciuta.
Secondo la senatrice Floridia, questa vicenda non rappresenta un episodio isolato, ma è la conseguenza diretta delle politiche di dimensionamento scolastico e degli accorpamenti che stanno progressivamente impoverendo i territori più fragili del Paese. Queste scelte stanno di fatto cancellando la scuola come presidio democratico, sociale e civile nelle aree più vulnerabili.
Quando all’istruzione viene applicata una logica esclusivamente ragionieristica, il diritto allo studio garantito dagli articoli 3 e 34 della Costituzione rischia di trasformarsi da diritto universale a privilegio. In questo modo, vivere nelle isole, nelle aree interne e nei territori periferici diventa una vera e propria penalizzazione per studenti e famiglie.
Eppure le soluzioni esistono e sono già sperimentate in diverse realtà: pluriclassi, modelli organizzativi flessibili, deroghe specifiche e investimenti mirati dimostrano che è possibile garantire il servizio scolastico anche in contesti numericamente limitati.
Per queste ragioni, la senatrice Floridia ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare che avrà un duplice obiettivo: da un lato chiedere interventi immediati per la situazione specifica di Filicudi, dall’altro sollecitare una revisione complessiva delle scelte che stanno smantellando i presìdi scolastici nei territori più fragili del Paese.
La posizione del Movimento 5 Stelle è netta: la scuola pubblica deve essere garantita su tutto il territorio nazionale, senza distinzioni geografiche. La senatrice Floridia chiude il suo intervento con una domanda diretta alla Presidente del Consiglio Meloni e al Ministro dell’Istruzione Valditara: sono d’accordo con questo principio?
