Di Luca Franceschi
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I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno definito “un’indegna fiera dell’ipocrisia” le dichiarazioni di condanna espresse dal governo riguardo al trattamento riservato agli attivisti della Sumud Flotilla. Le critiche sono state mosse al termine del presidio di protesta che si è svolto questo pomeriggio davanti a Montecitorio.
I rappresentanti pentastellati hanno ricordato con forza l’atteggiamento tenuto in passato dall’esecutivo, quando Meloni, Tajani e Crosetto schernivano e prendevano in giro la precedente missione della Flotilla. Quell’episodio si concluse con gli attivisti costretti a rientrare a proprie spese, poi coperte dalla Turchia, provocando una grande umiliazione per l’Italia.
Secondo quanto dichiarato dai parlamentari M5S, se il governo volesse davvero condannare le azioni di pirateria di Israele e le sue innumerevoli violazioni del diritto umano e internazionale, avrebbe a disposizione almeno tre azioni concrete da intraprendere. La prima sarebbe interrompere definitivamente il memorandum di intesa militare tra Italia e Israele.
Il secondo passo consisterebbe nell’appoggiare la sospensione del memorandum europeo. La terza azione richiesta riguarda il sostegno a sanzioni nei confronti del governo israeliano, invece di limitarsi a parlare vanamente di fantomatiche sanzioni ai coloni violenti.
Il Movimento 5 Stelle ha poi offerto la propria interpretazione dell’attuale atteggiamento governativo. Secondo i parlamentari, l’esecutivo non teme Israele, ma l’opinione pubblica. La preoccupazione sarebbe che le piazze tornino a riempirsi, e per questo oggi il governo sceglie diversamente le proprie parole.
Tuttavia, sostengono dal M5S, i fatti rimangono immutati: non si registra nessun atto concreto, zero iniziative effettive da parte del governo su questa vicenda.
