Di Luca Franceschi
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Il Portale Deposito Atti Penali ha impedito per quattro giorni consecutivi agli avvocati italiani di caricare i documenti necessari per il loro lavoro. A denunciare la grave situazione è l’avvocato Marco Nigro dalle pagine de Il Dubbio, evidenziando come questo rappresenti l’ennesimo disservizio che colpisce il processo penale telematico.
Da un anno e mezzo il sistema si è trasformato in una vera e propria via crucis, contribuendo all’inefficienza che sta paralizzando la giustizia italiana. La possibilità di allegare file rappresenta per gli avvocati una procedura indispensabile, equivalente al deposito fisico di atti che devono rispettare scadenze precise, la cui mancata osservanza si traduce in gravi danni per i cittadini assistiti.
Come sottolineato nell’articolo, se lo Stato impone l’utilizzo esclusivo di uno sportello digitale, ha il dovere di garantirne il corretto funzionamento. In alternativa, quando il sistema non funziona, deve prevedere una soluzione alternativa immediata e giuridicamente sicura.
Invece, da un anno e mezzo la situazione viene affrontata con totale sottovalutazione da parte del ministero guidato da Nordio, che adotta la solita tecnica di nascondere i problemi sotto il tappeto. Le uniche soluzioni concrete arrivano dalle iniziative autonome dei singoli tribunali, una modalità operativa del tutto inaccettabile.
Per questo motivo verrà depositata nelle prossime ore un’interrogazione al ministero della Giustizia. Il processo penale telematico rappresenta un’innovazione indispensabile per la modernizzazione del sistema giudiziario, ma deve funzionare correttamente ed essere sostenuto da adeguati investimenti e impegno concreto, a tutela del lavoro di avvocati e magistrati e nell’interesse dei cittadini.
A rendere nota la decisione è la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia alla Camera.
