Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni è stato descritto come “oralmente allo sbando” dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha contestato la gestione dell’esecutivo su più fronti. La critica principale riguarda gli aumenti della spesa militare e la contraddittorietà delle scelte politiche della maggioranza di governo.
Secondo Schlein, era stato a giugno del 2025 quando la premier Meloni si presentò in Parlamento per illustrare la necessità di incrementare la spesa militare fino al 5% del PIL, rispondendo alle richieste di Donald Trump. Questo comporterebbe un aggravio di almeno 445 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, in un’Italia dove contemporaneamente sei milioni di cittadini rinunciano alle cure mediche a causa dei tagli sanitari applicati da questo governo.
L’opposizione ha denunciato ripetutamente l’irrealismo e il pericolo di questo impegno finanziario. Oggi, secondo le dichiarazioni della leader democratica, anche la stessa maggioranza ha ammesso implicitamente l’insostenibilità dell’obiettivo. I capigruppo di maggioranza al Senato avevano infatti sottoscritto una mozione che chiedeva di rivedere il target del 5% considerando la situazione economica e internazionale. Nel testo successivamente presentato in Aula, tuttavia, quella richiesta è scomparsa.
Schlein ha sottolineato come, secondo la sua interpretazione, anche esponenti della destra riconoscono che l’obiettivo è insostenibile e dannoso per l’Italia. Tuttavia, anziché comunicare chiaramente questa posizione ai cittadini, la maggioranza continua a litigare internamente cercando soluzioni tampone.
La segretaria del Partito Democratico ha concluso rimarcando che mentre la coalizione di governo si divide su questioni di politica internazionale e difesa, a sopportare le conseguenze del caos e dell’incapacità amministrativa sono i cittadini, le famiglie e le imprese italiane, che meriterebbero chiarezza e trasparenza nelle scelte che li riguardano.
