Di Luca Franceschi
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Il calo del prezzo del grano duro non è dovuto alla Commissione Unica Nazionale, bensì alle dinamiche internazionali del mercato cerealicolo, caratterizzate dall’aumento della produzione mondiale e dalla conseguente contrazione delle quotazioni. È quanto sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, componente della Commissione Agricoltura alla Camera, in risposta all’interrogazione della senatrice Naturale e alla conseguente replica del Governo.
La Commissione Unica Nazionale, secondo La Salandra, non ha il compito di fissare prezzi di natura politica o amministrativa. Il suo ruolo è garantire trasparenza, legalità e correttezza nelle contrattazioni tra gli operatori della filiera cerealicola. I primi mesi di operatività dello strumento stanno confermando la sua efficacia, con una piena partecipazione delle parti interessate e una rappresentanza finalmente estesa a livello nazionale del comparto.
Il deputato critica inoltre le posizioni del Movimento 5 Stelle, che sembra pretendere un intervento diretto del Governo nazionale nella determinazione dei prezzi del grano. Secondo La Salandra, questa richiesta rivelerebbe una nostalgia per modelli economici dirigisti e per economie pianificate, approcci che risultano incompatibili con il funzionamento dei mercati moderni e con i principi dell’economia di mercato contemporanea.
