Di Luca Franceschi
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Di recente il municipio di Merano ha ospitato una riunione coordinata dal vicesindaco Nerio Zaccaria e dal consigliere Tommaso Cortellessa, finalizzata a esaminare le condizioni delle infrastrutture di drenaggio e bonifica nella zona di Sinigo e a progettare un programma strutturato per la loro conservazione e pulizia. L’incontro ha rappresentato un ulteriore progresso concreto verso l’edificazione di una gestione più organizzata, adattata sia alle circostanze presenti sia alla futura assetto della rete, considerando gli interventi costruttivi previsti.
All’assemblea hanno partecipato l’ingegnere Corrado Lucarelli dello Studio Patscheider & Partner, l’ingegnere Michael Riedl dello Studio Kauer, responsabile della progettazione della stazione di pompaggio, nonché i professionisti dell’Azienda servizi municipalizzati, dell’Agenzia del Demanio provinciale, dell’Ufficio Bacini Montani Sud dell’Agenzia per la Protezione Civile e del Consorzio di Bonifica Foce Passirio-Foce Isarco.
Nel corso dell’assemblea è stato riconosciuto il bisogno di eliminare la presente suddivisione nella gestione delle reti drenanti e dei progetti di bonifica, iniziando un percorso orientato alla realizzazione di un nuovo assetto unitario di amministrazione.
L’intento conclusivo è disporre di uno schema concordato per la manutenzione, in modo da garantire un’amministrazione moderna, coordinata e rispettosa dell’ambiente della rete drenante, in grado di fronteggiare le difficoltà attuali e le sfide future del territorio. Il dispositivo esistente di manutenzione delle reti presenta infatti una considerevole frammentazione di incarichi tra enti differenti, frequentemente con operazioni realizzate non del tutto sincronizzate. Per questo motivo è stato ritenuto necessario disporre di uno schema preliminare di manutenzione che specifichi chiaramente gli incarichi attuali e futuri, i procedimenti operativi degli interventi, la cadenza delle operazioni di pulizia e controllo e i compiti dei vari operatori coinvolti.
Un elemento cruciale emerso dal dibattito riguarda la necessità di assicurare durate definite negli interventi di manutenzione, garantendo un’amministrazione unitaria e uniformemente distribuita lungo l’intero percorso della struttura idraulica. L’obiettivo comune è quello di abbattere la presente frammentazione operativa, garantendo operazioni armonizzate, organizzate e in linea tra gli enti interessati.
Cortellessa ha evidenziato inoltre come sia inaccettabile proseguire nella gestione di questo innovativo intervento seguendo i criteri operativi storici, che nel tempo hanno causato un progressivo deterioramento del dispositivo di bonifica, contribuendo alla presente condizione critica dell’area.
Nel corso dell’assemblea è stato elaborato un resoconto esauriente delle operazioni di manutenzione attualmente realizzate dai numerosi enti implicati. È stato tuttavia segnalato come la scarsa manutenzione e il ridotto coordinamento tra i soggetti preposti non abbiano sino ad ora garantito risultati pienamente efficienti, rafforzando l’urgenza di una programmazione unitaria.
È stato inoltre sottolineato come i vari enti operino frequentemente secondo orientamenti propri e programmazioni indipendenti, con conseguenti difficoltà nel pianificare gli interventi. Nella situazione presente, ad esempio, sul canale Corridoni dovrebbero operare cinque soggetti differenti, con conseguenti problematiche derivanti dalla sovrabbondanza delle competenze e dall’assenza di una gestione condivisa.
Durante la presentazione è stato evidenziato che il Consorzio di Bonifica possiede un programma di classificazione antiquato rispetto all’odierna conformazione geografica e idraulica. Il documento riporta ancora numerosi tracciati di canale attualmente non operativi o dismessi. È stato inoltre messo in luce come la suddivisione dei compiti risulti frequentemente difettosa, con carenze nella gestione delle opere circoscritte e dei passaggi.
Tra i temi principali è emersa chiaramente l’esigenza di razionalizzare e unificare l’amministrazione della manutenzione, tramite la creazione di un organismo tecnico costante di coordinamento e l’identificazione di un ente o dirigente unico per l’amministrazione ordinaria dei canali, subordinatamente ad accordo tra gli enti e determinazione dei relativi compensi. L’obiettivo è pervenire ad una conservazione integrata e organizzata, capace di assicurare maggiore efficacia, tempestività negli interventi e precisione nei compiti.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i principali progetti programmati, compresi i lavori di sistemazione lungo il rio Castel del Gatto e gli interventi sul dispositivo del canale Corridoni. Una considerazione particolare è stata rivolta al controllo delle falde, considerato fondamentale per valutare nel corso del tempo l’efficienza delle strutture edificate.
È prevista l’adozione di sistemi di rilevamento computerizzati e un controllo ininterrotto nelle fasi preliminari, in corso d’opera e successive agli interventi.
Nel corso del mese di giugno, l’Azienda Servizi Municipalizzati dovrebbe procedere con un’operazione di connessione in via XXIV Maggio, in seguito ad una difficoltà riscontrata durante i controlli del 25 febbraio. In quella circostanza è stata individuata un’incongruenza nella struttura di deflusso delle precipitazioni: prima dello scarico nel serbatoio del Montefranco manca la continuità della condotta, ma si presenta un’interruzione di circa 1,3 metri in corrispondenza della precedente arteria, con possibili alimentazioni della falda. L’operazione è indirizzata a ristabilire la continuità della circolazione idraulica e a assicurare il corretto deflusso delle acque, evitando disseminazioni nel sottosuolo.
Sempre nel mese di giugno sono previste le ispezioni mediante telecamera lungo la tubazione che sostituisce l’antico collegamento Montefranco (zona ex Lazzari), rese possibili in seguito allo sgombero a monte della condotta di via Tellini per l’ingresso alla struttura, effettuato dall’Agenzia del Demanio.
È stato inoltre sottolineato che, con l’approvazione del rendiconto finanziario 2025, la Giunta ha destinato uno stanziamento di 1 milione di euro per la gestione della falda di Sinigo, che verrà utilizzato per finanziare porzione della progettazione esecutiva dei progetti di attenuazione dei conseguenze della falda nell’area.
È stata inoltre ribadita l’esigenza di determinare nuove norme per i futuri interventi costruttivi nell’area di Sinigo, al fine di impedire la realizzazione di ulteriori progetti in falda o di strutture con numerosi livelli sotterranei. L’orientamento sorto è quello di sottoporre i futuri progetti a una verifica di coerenza idrogeologica e idraulica. Sebbene la legislazione vigente non consideri attualmente le falde come minaccia naturale, è stato sottolineato come l’ente municipale possa comunque ampliare il proprio regolamento costruttivo prevedendo l’obbligo di verifica della coerenza dei nuovi progetti con le circostanze delle falde attualmente conosciute.
Nel corso dei prossimi mesi sarà formulata una proposta operativa più approfondita, comprensiva di una bozza di patto di reciproca collaborazione tra tutti gli enti implicati, che il consigliere Cortellessa si è impegnato a formulare e che sarà successivamente sottoposta alle amministrazioni interessate. Il documento formerà la fondazione per il futuro Schema di Manutenzione e per un’amministrazione concertata della struttura idraulica.
Nel frattempo, giovedì 21 maggio il vicesindaco Nerio Zaccaria e il consigliere Tommaso Cortellessa si incontreranno a Bolzano con il Presidente della Provincia Arno Kompatscher per fare il punto sullo stato dei progetti e avviare una discussione anche riguardante il piano di finanziamento dei progetti idraulici contemplati dal Piano di Fattibilità Tecnico-Economica, attualmente in fase di ultimazione e ritenuti strategici per l’attenuazione dei conseguenze della falda.

