Di Luca Franceschi
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Il deputato Alfonso Colucci, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Costituzionali, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e della Salute in merito alle gravissime condizioni riscontrate all’interno dei Centri di Permanenza per i Rimpatri italiani.
L’iniziativa nasce dalle denunce contenute nel rapporto “CPR d’Italia: istituzioni totali” del Tavolo Asilo e Immigrazione, che descrive situazioni di particolare gravità in diverse strutture presenti sul territorio nazionale. Il documento mette in luce numerose criticità che vanno dagli abusi nella somministrazione di psicofarmaci e sedativi agli episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio da parte degli ospiti.
Il rapporto evidenzia inoltre condizioni di isolamento, degrado strutturale, insufficienza dell’assistenza sanitaria e psicologica, oltre a problematiche nella gestione complessiva delle strutture. Anche la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri ha sollevato perplessità riguardo alle procedure sanitarie adottate nei Cpr.
L’ordine dei medici ha sottolineato come sia necessario che la valutazione medica riguardi esclusivamente lo stato di salute della persona e non si trasformi in un atto funzionale alla sicurezza pubblica. Il deputato Colucci ricorda che i Cpr sono strutture di trattenimento amministrativo nelle quali deve comunque essere garantito il pieno rispetto della dignità della persona, del diritto alla salute e delle garanzie costituzionali.
Nell’interrogazione parlamentare, il capogruppo pentastellato chiede ai ministri se abbiano disposto o intendano disporre verifiche ispettive urgenti presso i Cpr interessati dalle segnalazioni. Viene inoltre richiesto se risulti attualmente in corso un monitoraggio sulle prescrizioni e sulla somministrazione di psicofarmaci all’interno dei centri.
Infine, Colucci domanda quali iniziative il ministro della Salute intenda adottare per impedire eventuali abusi o utilizzi impropri di farmaci sedativi e quali misure i ministri intendano assumere per garantire condizioni compatibili con il rispetto della dignità della persona, dei diritti fondamentali e delle garanzie costituzionali all’interno dei centri di permanenza per i rimpatri.
