Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna ad accendere i riflettori sulla questione delle spese militari e sul loro impatto sulle priorità economiche del Paese. Secondo i parlamentari pentastellati delle Commissioni Politiche UE e Difesa di Camera e Senato, il dibattito in corso a livello europeo sta finalmente portando alla luce una verità che il governo avrebbe cercato di nascondere per lungo tempo.
La presa di posizione arriva in seguito alla lettera indirizzata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Secondo il M5S, in questo documento emergerebbe chiaramente come esista una scelta obbligata tra l’aumento delle spese militari e gli interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dal caro-energia.
I pentastellati ricordano le dichiarazioni passate del ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva definito come l’azione più vigliacca e politicamente discutibile quella di mettere in concorrenza le spese per la difesa con altre voci di spesa pubblica. All’epoca si faceva riferimento ad asili, scuole e ospedali. Oggi, invece, il confronto si sposta sul taglio delle accise e sugli interventi contro il caro-bollette.
Per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, questa evoluzione del dibattito rappresenta la conferma di quanto da loro sostenuto da tempo. L’alternativa tra investimenti militari e sostegno ai cittadini sarebbe quindi una realtà concreta e non più negabile, contrariamente a quanto affermato in passato dall’esecutivo.
I parlamentari pentastellati chiedono quindi che venga riconosciuto pubblicamente come il M5S avesse ragione nel sollevare questa questione. Secondo loro, la stessa premier Meloni sarebbe ora costretta ad ammettere l’esistenza di questo trade-off, facendo crollare la narrazione costruita negli anni dal suo governo e riconoscendo implicitamente che le risorse destinate agli armamenti sottraggono fondi agli interventi urgenti a favore di cittadini, famiglie e imprese italiane.
