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CGIL CISL UIL – TRENTINO * LAVORO: «CARENZA DI MANODOPERA E POSTI VACANTI, SERVONO PIÙ ALLOGGI E FORMAZIONE»

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09.39 - domenica 17 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher.

I dati sui posto di lavoro vacanti che vede il Trentino tra i territori peggio posizionati in Italia dimostra due fenomeni convergenti: da un lato gli effetti dell’inverno demografico sulla riduzione dell’offerta di lavoro, dall’altro una domanda di lavoro delle imprese in settori ad alta intensità di manodopera e spesso a bassa produttività.

I più recenti rapporti Excelsior rivelano infatti che sono i servizi a basso valore aggiunto (pulimento, ristorazione, ricettivo, assistenza e cura) a registrare la più alta richiesta di manodopera. Si tratta di occupazioni spesso stagionali o part time che non garantiscono condizioni di lavoro particolarmente attrattive, seppur possono dare risposte occupazionali anche ad addetti non qualificati.

Per affrontare questa situazione è necessario da una parte agire sulla qualificazione dei posti di lavoro creati dal nostro tessuto economico e, dall’altra, sui servizi per l’impiego per favorire l’incontro tra domanda e offerta e garantire una soluzione al crescente problema abitativo.

Nel primo caso abbiamo aperto il confronto con la Giunta provinciale per la definizione di un piano di rilancio dei settori industriali più innovativi. Nel secondo crediamo si debba affrontare il problema casa con maggiori investimenti per creare nuova disponibilità di alloggio e puntare su percorsi più efficaci di transizione scuola-lavoro, valorizzando le competenze dei giovani anche dal punto di vista salariale attraverso, per esempio, i contratti di apprendistato duale che mettano in contatto imprese e scuole.

Infine bisogna smettere di demonizzare il fenomeno delle migrazioni economiche. Solo i lavoratori di origine straniera potranno dare una risposta concreta al fabbisogno di manodopera che nei prossimi quindici anni vedranno una riduzione consistente di lavoratori attivi anche in Trentino. Per questo il progetto presentato dalle realtà di Filiera Trentina per un nuovo modello di accoglienza ed integrazione dei migranti è anche un pezzo della soluzione del problema occupazionale, oltre che una risposta di dignità e di attrattività per l’intero Trentino.

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