(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 1° maggio 1947, a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, si riuniscono comunisti e socialisti, forti del risultato politico ottenuto nelle recenti elezioni. Si ritrovano con le loro famiglie per celebrare la Festa del Lavoro. Anche Salvatore Giuliano è lì con la sua banda. I criminali hanno fucili, pistole e una mitragliatrice pesante puntata sul pianoro sottostante. A un cenno del loro capo, aprono il fuoco sulla popolazione inerme. È una strage. Vengono assassinate 11 persone e ferite molte altre.
Paolo Mieli e lo storico Salvatore Lupo ne parlano a “Passato e Presente”, in onda sabato 16 maggio alle 20.30 su Rai Storia.
Salvatore Giuliano, detto Turiddu, inizia la sua attività criminale nel settembre 1943, uccidendo un carabiniere che lo prova ad arrestare. Passa così da essere un piccolo contrabbandiere a un vero bandito. Il suo nome e la sua ferocia, in poco tempo, incutono timore in tutta l’area di Montelepre. Nel 1945 entra a far parte dell’Evis, Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia, ottenendo il grado di colonnello e iniziando a combattere una dura guerriglia contro le forze dell’ordine. Dopo una caccia all’uomo durata molti anni, nel 1949 viene creato il CFRB, Corpo forze repressione banditismo, grazie al quale si riesce a stringere il cerchio intorno al bandito e giungere alla sua cattura.
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